FIFTY SHADES OF FF - 2ND CONTEST

FIFTY SHADES OF FF - 2ND CONTEST

lunedì 9 giugno 2014

GHIACCIO BOLLENTE






GHIACCIO BOLLENTE



LILLEHAMMER  GIOCHI OLIMPICI INVERNALI FEBBRAIO 2015
SPOGLIATOIO FEMMINILE  - 30 MINUTI PRIMA DELLA FINALE PATTINAGGIO DI COPPIA.



“Oh sì ...”

“Lo so ...”

“Oh sì ...”

“Lo so ...”

“Manca meno di mezz’ora ... Oh sì ...”

“Lo so... cazzo ... lo so ...”

“Oh sì ...”

Il suo bacino si schianta contro il mio, mentre con le braccia mi tiene ferma contro il mio armadietto in metallo. La sua erezione, dura come la pietra, entra ed esce da me con furia. La mia testa sbatte contro il metallo ad ogni colpo che affonda tra le mie gambe spalancate per lui.

  • Bang!-

“Oh sì....”

-Bang!-

“Lo so ...”

-Bang! Bang! Bang!-

“Ohhhhh sì ... sì ...sì...”


Sono in estasi, sono in paradiso, ma sono anche una cretina: di tutti i momenti possibili della mia vita questo era il meno indicato in assoluto per riappropriarmi di ciò che mi era stato tolto due anni fa; tra meno di mezz’ora ci dovremo presentare pronti e concentrati in mezzo alla pista di pattinaggio per cercare di conquistare la medaglia d’oro... Direi che non era davvero il caso di riprendere le fila della nostra relazione ora e in questo modo. 



“Oh Dio così .. sì ... “ 

É solo che ero così nervosa che ...    “Oh Dio così ... Non smettere ...”

E lui era così dannatamente attraente che ...  “Oh ... ci sono... Cullen ... Cullen ... più duro ... lì ... così ... sì ...”

“Swan ... cazzo ... non ce la faccio più ...”

La sua bocca rossa come il sangue scende sul mio seno, il corpetto abbassato gli lascia spazio e inizia a succhiare e mordere. Le mie cosce si stringono intorno al suo bacino ancora di più.

Insomma ... Non ho più pensato alle conseguenze perché ...  “Oh sì ... oh ... oh...”

“Swan ... mi fai morire così...”

“Non ci provare ... mi servi vivo Cullen... almeno per la prossima ora ... Poi dopo puoi crepare ... Ohhhhh sì...”

“Sempre carina ... ahi ...!!!”

“Non ce la fai più ...?”

“No ... le lame ... cazzo Swan! Le mie cosce!!!”

Ohhh sì .. le sue cosce!!! Due colonne doriche dure come il marmo, che ora pompano tra le mie gambe ... Oh sì....

I miei occhi si aprono per un secondo e finiscono sul grande orologio a muro appeso davanti a me. “Mancano venticinque minuti ... Cullen...” ansimo.

“Non vorrai tirarti indietro ora... Perchè ... oh ... ... davvero ... non esiste .... Swan ... Non a questo punto ...”

“Oh ... no ... continua ... Dio ... Dio...” Chi se ne frega della finale dei giochi olimpici ...

“Brava piccola... smetti di guardare quel cazzo di orologio e concentrati su di me...”

Obbedisco, lo fisso negli occhi e lì trovo tutto quello che mi serve per perdermi nel piacere che inseguiamo da un quarto d’ora, seminudi in questo spogliatoio.
I suoi occhi sono chiari come l’acqua, la sua bocca perfetta, grande, morbida aperta ad un niente dalla mia, i suoi capelli completamente fuori posto eppure perfetti, di quel colore delicato e caldo e unico che mi fa impazzire. Il suo collo teso nello sforzo e quell’espressione torturata di godimento. E tutto scompare, anni di rabbia, mesi di tensione sensuale non risolta, l’ansia da prestazione per la nostra performance.
Rimane lui, l’uomo che vive in ogni mio sogno, in ogni mio incubo, in ogni mia perversa fantasia. Il suo corpo statuario, il suo sapore dolce e il suo profumo intenso.
Rimane lui e il suo magnifico cazzo che ora mi impala duro e veloce e così grosso ... Dio così grosso...  E poi le sue mani che scavano tra le mie natiche e che mi fanno godere di più, mi fanno male eppure niente è più erotico di quelle dita che senza volerlo mi sfiorano lì, così vicino alla sua asta gonfia che scivola profonda dentro di me, fino in fondo ad ogni frustata del suo bacino. 

Mi chiedo se lo faccia apposta a fare delle cose così ... come se non bastasse tutto il resto ... come se una donna non rischiasse di venire già solo a guardarlo uno così...
Ma non riesco a trattenere quel pensiero a lungo e non me ne frega più niente perché una scossa calda di piacere scende lungo il mio ventre e ... 

Bang!

La mia testa scivola per l’ultima volta all’indietro e mi inarco, scossa da spasmi che arrivano ad ogni terminazione nervosa del mio corpo; non vedo più nulla, tutto nero, tutto confuso e non respiro quasi e grido il suo nome mentre cavalco spinta dopo spinta il piacere che mi regala con i suoi ultimi affondi.

La sua testa si appoggia alla mia spalla e lo sento emettere suoni sconnessi,e gemere e ansimare e poi lo sento scoppiare dentro di me. 
“Cristo Santissimo ... Swan”  e liquido caldo e meraviglioso mi riempie a tal punto da scivolare anche lungo il mio sesso, lo sento tra le natiche e tra le cosce e il suo odore forte riempie le mie narici in modo delizioso e triste perché è finita, non so cosa è stato e non avremmo nemmeno il tempo di parlarne.

Ma poi lui fa una cosa che non mi aspetto.

Alza la testa e con occhi pieni di un sentimento che non riesco a decifrare ma che è così diverso dalla lussuria che vedevo fino ad un secondo fa, mi bacia.

Mi bacia teneramente, lentamente e con il sorriso sulle labbra.

Bang! bang! bang!  No, qui non sono più io a sbattere contro l’armadietto, ma il pugno di qualcuno sulla porta chiusa a chiave dello spogliatoio.

“Cullen! Swan! Tra dieci minuti in pista! Perché cazzo è chiusa questa porta? Non vi starete mica sbranando lì dentro?”

Edward mi mette una mano sulla bocca e risponde urlando.

“Ci stavamo rilassando coach! Siamo pronti! Un minuto e arriviamo.” 

Le vibrazioni della sua voce potente si riverberano lungo il suo torace e lì, tra le mie gambe e nel mio sesso, dentro il quale è ancora completamente immerso.
Mi lascia scivolare lentamente verso il basso fino a che i miei pattini non toccano terra.

“Mi hai strappato le calze!!!” Urlo inorridita.

“Avevi fretta mi pare ... e poi credo che sia stata tu a strappartele...” Sembra leggermente offeso dal mio atteggiamento improvvisamente freddo e professionale e forse ha ragione. Non so cosa mi sia passato per la testa venti minuti fa quando gli sono saltata addosso, ma so per certo che pur di prendermi cosa desideravo da anni avrei fatto qualunque cosa... Quindi sì ... mi sa che ha ragione lui, le calze me le sono strappate da sola.

Scusa, hai ragione... prendimi l’altro paio... sono nella mia borsa. Edward ... anche le mutande  ...”  Divento rossa come il fuoco.

Lui invece sorride sornione, mentre saltella sui pattini andando verso il bagno:  “Aspetta un attimo, pure io qui sono incasinato. Il mio costume di riserva è nello spogliatoio maschile e se sporco questo ...” Afferra una salvietta e si pulisce velocemente, poi tira su i suoi pantaloni aderenti, attraverso i quali è ancora visibile la sua erezione che sta lentamente scemando.  

Dio che spettacolo!

Ma non lo devo guardare ora. Non così. Mi slaccio i pattini velocemente, mentre lui mi raggiunge con il cambio di mutandine e di calze. Mi rivesto in fretta e mi viene il dubbio che trucco e pettinatura siano andati a farsi fottere così come me.

“Come sto? Il trucco? L’acconciatura?”

“Sei perfetta Isabella... come sempre... Sei la donna più bella del mondo ... li farai impazzire... Vieni, andiamo a vincere questa medaglia d’oro.”

Mi porge la sua mano grande e calda e io la prendo. Mi dà un altro piccolo bacio sulla fronte e mi sorride.

“Stasera riprenderemo questo ... discorso e lo approfondiremo ancora e ancora, fino a che non ci saranno più equivoci tra di noi. Ma ora ... andiamo a fare vedere a tutti chi cazzo siamo!” Gli sorrido anche io e lo seguo. Sarà un’esperienza bellissima e non sento nemmeno più un grammo di quel nervosismo che mi ha spinto di nuovo tra le sue braccia o che ha spinto lui tra le mie gambe ...




GB


MONTREAL NOVEMBRE 2014 -  Ultime Selezioni nazionali per le olimpiadi invernali di Lillehammer.


Non ho fatto altro che pattinare per tutta la vita. Il resto è sempre venuto dopo. Famiglia, amici, amore. Non è che io sia una stronza, è che sono determinata e ambiziosa. Voglio vincere e lo voglio fare perché sono la migliore.
La mia vita è da sempre organizzata come quella di un militare: mi sveglio la mattina alle 4.00, alle 5.30 sono in pista e mi alleno fino alle 7.30; frequento la scuola fino alle 13.30 e poi di nuovo sul ghiaccio fino a sera. Non esco quasi mai e vado a dormire prestissimo.
Per me non esistono più i sabati e le domeniche. Non esistono le vacanze.
Sono estremamente disciplinata ed attenta. Sono il guru del rigore e del perfezionismo
Qualcuno potrebbe definirmi come ossessionata. Io preferisco usare l’espressione intensamente appassionata, un’intensa passione sull’altare della quale ho sacrificato tutto.
L’aspetto meno divertente della cosa è che non ho una relazione con un ragazzo da due anni e questo per varie ragioni: 

La prima è che non ho tempo. 

La seconda ... sta pattinando ora in pista! Il maledetto!

Ma non importa, non più, ora finalmente tutti i miei sacrifici verranno ricompensati e tutte le sofferenze, tutte le delusioni, tutto il sangue sputato in questi anni darà i suoi frutti. 
Non ho dubbi sul fatto che io e Jacob passeremo queste selezioni: siamo una coppia  molto rodata, pattiniamo insieme da tre anni e abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere.

Queste selezioni, come dicevo,  sono solo un pro-forma e le passeremo.


Mi guardo intorno.
Non dovrei essere nervosa, invece lo sono. In pista si stanno esibendo Tanya Denali ed Edward Cullen. Dopo sarà il nostro turno e Jacob ancora non si vede.
Mi distraggo seguendo la loro esibizione, tenendo sotto controllo il nemico... 

Guardalo lì il bastardo! Lo faccio a pezzi ... lo faccio ... 
Però ... Merda, quanto è bravo!

Edward è un pattinatore eccellente. Non sbaglia mai e le sue leve lunghe gli permettono salti ed accelerazioni che altri si sognano. La sua compagna è meno capace di me, è lei il punto debole della coppia, ma lui fa per due e questo, sono sicura, garantirà anche a loro un posto in squadra. Edward parteciperà alle Olimpiadi non solo in coppia, ma anche con il programma individuale: ha passato le selezioni ieri con un punteggio strabiliante ed oggi è di nuovo qui, bello, riposato e dannatamente perfetto come sempre. 
La sua naturale avvenenza affascina da sempre giurati e giurate. Non che ne abbia bisogno, dato il suo talento, ma gli occhi che ci giudicano sono umani e la sua presenza è così scandalosamente sensuale che di solito lui, pur senza volerlo, ne trae vantaggio.

La verità comunque è che Edward non pattina. Edward vola, cazzo. E se uno non sapesse che razza di demonio si nasconde sotto quei lineamenti perfetti, potrebbe pensare di trovarsi al cospetto di un fottuto angelo.

E io so bene di cosa parlo. Angelico demonio ingannatore!

Lo vedo sfrecciare di fronte a me, senza sbagliare nemmeno un passo, eppure trova il tempo di lanciarmi uno di “quegli” sguardi. 
Gli volto le spalle e cerco con gli occhi Jacob, che ancora non si vede e la mia ansia, già insopportabile, raggiunge livelli da attacco di panico.
Il programma della coppia Denali e Cullen termina. Il loro punteggio è molto buono e io sono ancora sola.

Dove diavolo sei, Jacob?

Mi volto ancora verso di loro e con la coda dell’occhio vedo lei che lo bacia sulle labbra e al resto dei sintomi che ora mi stanno devastando si aggiunge anche un reflusso di bile da record. Lui mi vede e io divento rossa come un peperone.

Complimenti Swan, fagli vedere quanto ancora ti sconvolge! Magari sbava anche un pochino già che ci sei.

Lui lascia andare quel bel donnino dai facili costumi e si avvicina a me veloce, fino a schiantarsi contro la balaustra che ci separa. Con l’indice mi tira su il mento e mi guarda dritto negli occhi  “In bocca al lupo Swan.”  Ansima a due centimetri dal mio viso.

“Vaffanculo Cullen.”   Sibilo tra i denti, sottraendomi al suo tocco incantatore, furiosa per il fatto che sfiori me dopo avere baciato lei. Ma non dovrei più stupirmi a questo punto, vero? Mentre si allontana, sempre con il sorriso stampato su quella faccia da fotomodello di Vogue, sento la sua voce cristallina e piena di ironia “Quanto mi piaci quando sei così di buon umore Isabella! Se possibile, ti amo ancora di più”

Stronzo, bastardo e bugiardo. Traditore, impunito, porco e ...

“Isabella!”

“Angela ...”

La nostra allenatrice, la signorina Weber, mi fissa con occhi terrorizzati.
Mi avvicino a lei dimenticandomi di Cullen, mentre la commissione tecnica della nazionale chiama all’altoparlante il mio nome e quello di Jacob, invitandoci a portarci al centro della pista per iniziare la nostra esibizione.

“Dove diavolo è? Con chi mi scaldo ora?” Le chiedo ormai sull’orlo di una crisi nervosa con i fiocchi.

“Non lo so, Isabella. Lo stiamo cercando da più di un’ora. Dicono che sia uscito da casa come sempre, ma non risponde al cellulare e nessuno sa dove sia finito.”

“E no, cazzo! Ho aspettato questo momento per tutta la vita ... “

“Lo so... Non me lo dire, se non fossi così preoccupata per lui, sarei furiosa.”

Improvvisamente comprendo la potenziale gravità della situazione: Jacob Black è un ragazzo serio, un vero professionista, non ritarderebbe mai, tantomeno in un giorno come questo.  Lui non è come Cullen, deve essergli successo qualcosa.
Sento di nuovo chiamare il mio nome e vedo lo sguardo divertito e strafottente di Edward dall’altra parte della pista, che mi sfida ad entrare. 

Che coglione, non vede che sono sola?

“Bella, entra e comincia a scaldarti. Noi andiamo ad avvisare Volturi.” Mi ordina Angela e io eseguo.
Entro in pista  con il sorriso altero e professionale di chi non teme nulla, ma con la grazia e delicatezza di una fata quale sono, e inizio a scaldare le gambe pattinando in lungo e in largo per qualche minuto. Quando mi sento pronta provo le piroette, poi i salti e poi alcune figure in sequenza. Vado avanti così per circa dieci minuti, concentrata sul mio programma.

Poi mi fermo in mezzo alla pista.

Mi guardo intorno. Jacob non c’è ancora. C’è invece tutto lo staff tecnico che si agita paurosamente intorno ad Angela. Tutti guardano in quella direzione, tranne Edward. I suoi occhi sono puntati su di me e non hanno più nulla dell’ironia e della strafottenza di pochi minuti prima. Sono quelli di un predatore affamato che punta la sua preda e mi fanno delle cose a cui non posso davvero permettermi di pensare o, peggio, credere.
Chiudo i miei immediatamente, perché quando lo vedo così, ricordo. Ricordo quanta passione è in grado di sentire, di sprigionare. Ricordo il suo calore. Ricordo, e tutto il sangue nelle mie vene si trasforma in lava rovente e il cuore mi si spezza ancora una volta.

Mi avvicino alla sponda opposta e raggiungo il gruppo a bordo pista.
Angela sta piangendo. Volturi la scuote per attirare la sua attenzione, freddo come sempre. Lo sento parlare “ ... Non si può fare niente per lui ora. In questo momento abbiamo un problema da risolvere e credo di sapere come.”  Poi si volta verso di me, ma i suoi occhi vanno oltre la mia figura, sul lato opposto della pista. 
Lo sento urlare “Cullen! Qui. Subito.” Poi guarda me “Swan, tu, Cullen e la signorina Weber nel mio ufficio tra cinque minuti.”
In pochi secondi Edward è di nuovo dietro di me. “Cosa voleva?”  Mi chiede. Nel suo tono la stessa mia preoccupazione. Ha capito anche lui che deve essere successo qualcosa di grave.
Io sono ancora tramortita. La lacrime di tensione che trattenevo dall’inizio della mattinata iniziano a sgorgare come fiumi in piena dai miei occhi. Le sue braccia forti si stringono intorno a me e per la prima volta da due anni gli permetto di farlo, di toccarmi in questo modo, mi lascio andare completamente, singhiozzando, incapace di parlare.

“Deve deve essere successo qualcosa ... Qualcosa di grave a Jacob... Non lo so ... Oddio ... Jacob...”

Guardo la Weber e lei finalmente risponde: “Jacob ha avuto un incidente, ragazzi. Molto grave. Era in moto e una macchina non ha rispettato lo stop. Lo ha preso in pieno. É in sala operatoria in questo momento. Non sappiamo ... nemmeno ... Comunque ... sono sicura che andrà tutto bene ...” Ma le sue lacrime, copiose quanto le mie, ci fanno capire che no. Non andrà bene per niente.

“Aro ci vuole parlare. Subito. Andiamo da lui.”

Usciamo dalla pista, velocemente sfiliamo i pattini e indossiamo le scarpe da ginnastica.
Edward è sempre accanto a me, in silenzio mi prende la mano, intreccia le sue dita alle mie e mi porta con sé. Io lo seguo come un automa.

Entriamo nell’ufficio del Signor Volturi.

“Sedetevi.” Ci dice con tono solenne e cupo.

“Il signor Black ha avuto un grave incidente stradale questa mattina, ma questo già lo sapete. Non appena sarà uscito dalla sala operatoria verremo avvisati. Ma il trauma che ha subito è stato massivo.
Entrambe le gambe fratturate in più punti, grave trauma cranico, milza spappolata. E il cielo solo sa ancora che altro. Non sembrerebbe in pericolo di vita, ringraziando il cielo, ma di sicuro è fuori dai giochi, se mai sarà in grado di rientrarvi ...”

La testa mi gira, un improvviso senso di vertigine mi impedisce di concentrarmi su ciò che sta dicendo. Riesco solo a pensare a Jacob in ospedale e al mio sogno che va in mille pezzi. Sento quella maledetta voce ovattata : “Abbiamo un problema e ho intenzione di risolverlo immediatamente, subito. La signorina Swan è la più forte pattinatrice che abbiamo in coppia e lei, Cullen, è di gran lunga il migliore atleta della nostra squadra... Swan mi sta ascoltando?”

“Eh?”

“Stavo dicendo che non ho intenzione di rinunciare a lei, dobbiamo tentare il tutto per tutto. Non abbiamo un nuovo partner che possa sostituire Black, ma abbiamo Cullen...”

Alzo lo sguardo incredula. Non sta davvero dicendo quello che credo stia dicendo.

“No.” Dico io di riflesso. “Va bene.” dice Edward insieme a me.

“No che non va bene.” Urlo isterica. “Sto preparando questo pezzo da un anno con Jacob, tutti i santi giorni e tu sei in coppia con quella ... quella ... No. Non va bene per niente! Nemmeno conosci la coreografia ...”

“La conosco a memoria.” Dice serio.

“Ah sì?” Rispondo io con aria di sfida, perché davvero ... non è possibile ... o sì?

Angela abbassa gli occhi a terra, in imbarazzo: “In effetti ...”

“In effetti cosa?”  Non sto capendo più niente. Solo ieri sera ero al settimo cielo e ora mi sembra di stare all’inferno.

“La vostra coreografia ... Diciamo che l’ha ideata ... Edward ... per ....”

“Per te ...” Conclude lui.

Mi manca il fiato. Mi gira  di nuovo la testa, un’ondata di nausea mi fa venire voglia di vomitare e poi più niente.



GB


DUE ANNI PRIMA - DICEMBRE 2012

L’ho guardato da lontano per anni, come si fa con un sogno irraggiungibile. Me ne sono infatuata non appena l’ho visto perché Edward Cullen è un dio dentro e fuori la pista da pattinaggio.
Ci conoscevamo, certo. Siamo parte della stessa squadra, ma il massimo del nostro scambio verbale fino ad oggi era stato un “Buona giornata”, “Buona notte” , “Bel salto” o qualche altro freddo commento tecnico sulle coreografie. 
All’inizio credevo che la mia fosse una cotta di quelle che prima o poi passano, quelle per un personaggio virtuale che alla fine scemano per lasciare spazio ad un altro interesse qer qualcosa di reale e accessibile.
Mi sbagliavo. Non mi è mai passata perché nessun altro può competere con Edward, meravigliosa leggenda, Cullen. É fuori dal mondo e lui lo sa bene.
Dal canto suol lui non mi ha mai degnata di uno sguardo. 
Comprensibile. Mi ha conosciuta che ero una ragazzina al primo anno delle superiori e lui era un giovane uomo di ventun anni.
Ma da qualche mese però le cose sono cambiate.
Dai semplici saluti, siamo passati alle quattro chiacchiere, una bibita insieme al bar del palazzetto,  qualche passaggio in macchina e poi una sera...


GB




MONTREAL NOVEMBRE 2014  

Siamo al centro della pista.  Dopo l’incidente di Jacob io ed Edward ci siamo allenati  giorno e notte per quindici giorni e... dannazione se non siamo perfetti.
La commissione ha deciso che vuole vedere quale coppia abbia più possibilità di vincere una medaglia e ora sono qui, a cercare di difendere il mio posto in squadra, il mio destino è in mano all’uomo che mi ha già sconvolto la vita una volta e io non posso fare altro che fidarmi di lui,visto che rappresenta la mia unica possibilità di partecipare a queste olimpiadi.

Dopo aver visto entrambe le coppie la commissione deciderà quale convocare: se sarà quella formata da Cullen - Grande Zoccola Denali, oppure la novità dell’ultimo minuto,  Cullen- Povera Illusa Swan
Edward dunque non rischia niente ma, per quanto io lo voglia dipingere come un mostro, so che sulla pista è corretto come pochi altri ed è ambizioso almeno tanto quanto me. Darà il tutto per tutto con entrambe, questo è sicuro. Poi a lei darà anche altro, ma a quello è meglio che io non ci pensi.

Siamo i primi ad esibirci e malgrado il risentimento che sento, la mia opinione su di lui non è cambiata: in pista è un dio, così intenso e tecnicamente perfetto da farmi mancare il fiato ogni volta che provo con lui. 
Con Edward non è pattinare, con lui è come fare l’amore. Ti entra dentro, ti spoglia, ti manda a fuoco e ti lascia appagata e senza forze. 

Alla fine del nostro pezzo, mentre tutti applaudono eccitati, il bastardo si china su di me e mi sussurra in un orecchio “Hai sentito anche tu quello che ho sentito io, Isabella?” 
Faccio un cenno affermativo con il capo, perché ... miseria se ho sentito! 
Ma lui continua, sfacciato come sempre, “Se la corrente tra noi è così intensa su una pista da pattinaggio, immagina come sarebbe in un letto.”
Lo guardo come se non avessi sentito bene e lui mi fissa con quella faccia da schiaffi che meriterebbe d’essere cavalcata solo per punizione. Vorrei rispondere a tono ma invece, come al solito rimango senza parole, immobile per qualche secondo, fradicia, non so se più per il sudore o per l’eccitazione, con il viso che nel frattempo mi deve essere andato a fuoco e come un razzo mi allontano dalla pista. 
Lui mi segue pattinando lentamente, come se niente fosse.
Mentre scappo di corsa negli spogliatoi sento Aro e Angela parlare tra loro.  Dal tono entusiastico dei loro commenti so che andrò io alle Olimpiadi, prima ancora che Tanya si esibisca. E dall’ultimo sguardo che mi lancia lei, credo che lo sappia anche la mia avversaria.

Fottiti Denali!

Ah, no. C’è già chi ci pensa per lei.


GB



DUE ANNI PRIMA - DICEMBRE 2012

Il palazzetto era ormai deserto. Mi ero trattenuta a chiacchierare per una buona mezz’ora con Angela, mentre le altre ragazze si erano recate negli spogliatoi; quando le avevo raggiunte erano già tutte lavate e vestite, pronte ad andarsene a casa e io ero rimasta sola.
Verso mezzanotte avevo lasciato anche io il’edificio. Avevo le chiavi del portone principale e non era la prima volta che mi occupavo di chiudere. 
Quando l’avevo visto in piedi, appoggiato al lampione con una sigaretta in bocca, per poco non mi era preso un infarto.

“Edward, cosa ci fai qui?”

Aveva lanciato la sigaretta a qualche metro poi mi era venuto incontro.  

“Ti aspettavo. Non mi sentivo tranquillo a saperti sola a quest’ora. Ti accompagno fino al tuo appartamento.”

Aveva afferrato la mia borsa e se l’era messa in spalla unendola alla sua. 
Ah! che mani grandi aveva! 
Io non avevo detto nulla, ero troppo impegnata a tentare di fermare i battiti del mio cuore che sembravano impazziti. Non so come, avevo trovato il coraggio di invitarlo nel mio piccolo monolocale. 

“Vuoi entrare? Ti offro qualcosa da bere per sdebitarmi.” Gli avevo detto.

Lui aveva sorriso con quella sua smorfia che mi metteva in ginocchio ogni volta. Non aveva detto una parola, aveva fatto un cenno affermativo con il capo e mi aveva seguita.
Una volta entrato nel mio ingresso non aveva perso tempo e io non l’avevo fermato. 
Alla fine, dopo una maratona di limonata dura contro il muro, eravamo finiti sul mio divano letto, le sue mani ovunque, così come la sua bocca, che alternava baci e parole che mai mi sarei aspettata di sentire.

“Quanto sei bella.”

“Quanto ti voglio.”

“Aspettavo questo momento da moltissimo tempo.”

“Mi hai fatto impazzire per anni....”   E così via, sempre più acceso, sempre più frenetico, come posseduto e totalmente fuori controllo. Non riuscivo a credere a ciò che stava accadendo e a ciò che mi stava dicendo.
Sentivo la sua erezione, dura come il marmo, sfregare tra le mie gambe aperte, le sue mani sotto la mia maglietta che accarezzavano e stringevano e l’unica cosa che riuscivo a fare era ansimare come una gatta in calore. Senza che me ne rendessi conto mi ero trovata in mutandine e reggiseno con il suo corpo seminudo sopra il mio.

Ma quando le sue mani avevano tentato di infilarsi dentro ai miei slip, l’avevo fermato.

“Non posso ...” Gli avevo detto.

Lui si era bloccato e mi aveva guardato stupito. Ero diventata rossa come il fuoco, tanto per cambiare.

“Edward ... non sono mai stata con un ragazzo...Intendo dire ... Non l’ho mai fatto ...”

Nei suoi occhi avevo letto il panico puro.

“Merda .. scusami ... Pensavo ... Mi hai fatto entrare ...”

“Lo so. Non ti scusare ... è solo che ... Non lo so nemmeno io, dannazione...”

“No, Isabella. Sono un cretino. Ho perso il controllo con te e non avrei dovuto, scusami... Non era mia intenzione ... Cazzo .. Ma sei vergine davvero?”

“Sì... Mi dispiace...”

“Merda...”

“Non è grave.”

“Merda. Merda. Merda.”

“Mi sembra che tu stia esagerando... Non ho detto che ho fatto voto di castità. Ho solo diciotto anni ...”

“Merda!”

A quel punto ero rimasta zitta, visto che ad ogni tentativo di minimizzare la cosa lui rispondeva con un .... Merda.

Si era rimesso in piedi,si era rivestito alla velocità della luce e poi, così come era apparso sotto quel lampione, era scomparso, lasciandomi sola e sconvolta sul mio piccolo divano a domandarmi cosa fosse davvero accaduto.

Mi ero messa a piangere.

“Merda.”



MONTREAL GENNAIO 2014 - 1 MESE PRIMA DEI GIOCHI OLIMPICI

Io ed Edward proviamo ogni giorno, per ore e ore. Siamo entrambi dei perfezionisti e sappiamo che il tempo a nostra disposizione è pochissimo. Siamo sempre gli ultimi ad andarcene e spesso lo facciamo parecchie ore dopo gli altri atleti. Spesso Angela rimane con noi, ma qualche volta rimaniamo soli.
All’inizio ero molto nervosa quando capitava ma ora, considerata la serietà di Edward, la sua ambizione a far bene, il fatto che il suo atteggiamento dal giorno delle selezioni ad oggi non è stato altro che professionale, mi sento molto più a mio agio tranquilla.
Pure troppo. Non sembra più lui! E dopo settimane di prove questa cosa mi sta mandando al manicomio.

É sempre educato, sempre corretto, sempre gentile ed io sono sempre più confusa.

Quando è davvero tardi mi accompagna fino al mio appartamento e aspetta che io entri in casa, senza mai tentare nulla di sconveniente, nulla di inappropriato.

É così frustrante!

Da quando lavoriamo insieme è cambiato così tanto da farmi sentire insicura.
Malgrado la reciproca antipatia che ha caratterizzato la nostra relazione negli ultimi due anni, mi ha sempre guardata come un piatto da divorare ed ora il suo sguardo è neutro, distaccato, asessuato!
Dovrei essere felice, perché sulla pista siamo eccezionali, invece mi sento triste e vuota. Pensavo di detestare quel suo modo di fare da porco impenitente, anzi ne ero sicura, e ora mi ritrovo a rimpiangere i suoi doppi sensi, le sue occhiate maliziose, le sue parole ambigue, il sesso liquido che sempre  prima trasudava da ogni suo guardo o sillaba.


Per questa ragione ho deciso di accettare l’invito di James stasera. Ho bisogno di sentirmi corteggiata, desiderata. Ho bisogno di sfogare la maledetta tensione che l’avere vicino Mr. perfezione Cullen, paladino della verginità, mi sta creando. E visto che rischio davvero di ritornare vergine se non mi do’ un po’ da fare, stasera ho colto la palla al balzo. Esco con il  giocatore di hockey più “dongivanni” di tutta la squadra nazionale. Uno con il quale non si corre il rischio di implicazioni sentimentali, ma che nel contempo può fare felice una donna. Non che io possa parlare per esperienza diretta... ma nello spogliatoio le voci girano.

Dunque ora io ed Edward siamo in mezzo alla pista e lui guarda verso il grande orologio da parete dietro di me. Sono le sette e fuori è buio pesto.
Le luci artificiali molto potenti e il riverbero della pista bianca fanno sembrare le sue iridi ancora più trasparenti e azzurre di quello che già sono. É una tortura pattinare con lui guardandolo negli occhi. Lui e quelle sue pupille sempre così dilatate che sembrano dirti quanto sarebbe meraviglioso fare l’amore per ore.
Non aiuta inoltre il fatto che l’aria fredda nella quale siamo costantemente immersi enfatizzi il rossore del suo volto, soprattutto quello della sue labbra, e pure quelle sembrano essere state messe lì solo per tentare donne deboli e fragili e quasi di nuovo vergini come me.

“Bene. Abbiamo ancora tre ore di allenamento” Dice concentrato, completamente inconsapevole dell’ondata di lussuria costante nella quale la sua sola presenza mi fa annegare.

“Oh ... scusa Edward. Questa sera devo uscire un’ora prima.” Cerco di mantenere un contegno, malgrado l’ennesimo paio di mutandine fradice.

“Perché? Stai male? Sei stanca?” Mi guarda preoccupato.

“No ... ho ... un appuntamento.” E, non so perché, mentre glielo dico mi sento in colpa. Lui si tromba regolarmente la Denali .. quindi ...

Il suo viso si fa duro, la mascella scatta nervosa all’improvviso e le labbra si contraggono in una linea severa.

“E con chi, se mi è lecito saperlo?”

“Con James...”

“Il portiere della squadra di Hockey?”

“Sì ...lui” 

“Bene. Allora sarà meglio cominciare subito e fare veloce. Non vorrei che tu arrivassi al tuo appuntamento in ritardo o troppo stanca, Isabella.” Sembra ... Geloso?

Fa un cenno al ragazzo che controlla il suono per indicargli che siamo pronti.

Porta le sue mani sulla mia vita, stringe più del solito, i suoi occhi dentro i miei e la musica inizia.
Scivoliamo sul ghiaccio con la solita precisione e forza, ma i suoi movimenti sono più potenti, più aggressivi, più possessivi.
I passaggi sensuali, invece di essere solo accennati, sono caricati. Le sue mani non accarezzano, prendono, possiedono, conquistano.

E i suoi occhi. 

Oh... I suoi occhi sono furiosi.

Nei salti mi lancia con una potenza che mi spaventa, volo così in alto che mi manca il fiato, ma poi atterro sicura sulla pista o tra le sue braccia, ogni volta più eccitata da questa corrente che sembra dare fuoco alla pista.

Non capisco cosa gli sia preso. Ho sempre pensato che Edward facesse l’amore con le sue partner durante un’esibizione, ma qui siamo ad un livello diverso, così intenso da stordirmi, da togliermi il fiato. Mi sta fottendo e lo sta facendo alla grande.

La musica finisce con quei movimenti potenti del finale e ci ritroviamo viso a viso per l’ultima volta.

La coreografia prevede che le nostre bocche si accarezzino in un’immagine suggestiva che deve ricordare un bacio appassionato.

La performance è stata perfetta, ma quello che fa lui sull’ultima nota non è nel programma.

La sua mano destra, che dovrebbe stare aperta sulla mia schiena per stringermi, sale e raccoglie la mia nuca. Le sue dita si infilano tra i miei capelli e le sue labbra sono sulle mie. I suoi occhi mi fissano, mentre le sua lingua si fa strada con prepotenza nella mia bocca.

Poi si stacca da me all’improvviso, inizia a pattinare velocemente verso l’uscita e dal bordo della pista urla a tutto lo staff che per questa sera gli allenamenti possono essere considerati conclusi.

Rimango sola e stordita in mezzo al ghiaccio.

Cosa diavolo è successo?


GB




DUE ANNI PRIMA - DICEMBRE 2012

Il giorno dopo il piccolo imbarazzante sipario nel mio appartamento Edward mi aveva evitata e io mi ero sentita una cretina. Avevo già diciotto anni, non ero più una bambina e l’avevo invitato io ad entrare nel mio monolocale. Avrei voluto tranquillizzarlo, avrei voluto dirgli che non si doveva sentire in colpa e che quello che era successo tra di noi era stato bellissimo. Che non ero affatto affezionata alla mia verginità e che gliel’avrei regalata volentieri. Solo ... mi aveva presa alla sprovvista.

Ma lui era stato strano per tutto l’allenamento. Mi guardava di nascosto e non appena io catturavo il suo sguardo, lui lo distoglieva e scappava lontano.

Era passata così un’intera settimana. 

Fino a che una sera avevo finalmente afferrato l’occasione che aspettavo. Questa volta era stato lui ad essersi trattenuto in pista oltre il solito orario e tutti gli altri se ne erano andati. Non avevo avuto nemmeno la pazienza di aspettare fuori dallo stadio come aveva fatto lui la settimana prima. Ero entrata di brutto negli spogliatoi maschili e l’avevo trovato ancora mezzo nudo e bagnato.
Mi ero maledetta ancora una volta per essere arrivata vergine a diciotto anni, perché vederlo così mi faceva venire voglia di sdraiarlo su una panca e cavalcarlo come uno stallone di razza e senza sella.

D’altra parte non ci potevo fare nulla. Quello ero.

“Isabella...” La voce gli era uscita strozzata.

Questa volta mi ero avvicinata io. “Edward ... si può sapere perché mi stai evitando?”

“Non ti sto evitando.” La sua voce tradiva la stronzata che aveva appena detto.

“Oh sì che lo stai facendo...”

“Mi sento una merda per come ti ho trattata. Io non vado bene per te. Lo sai anche tu chi sono.”

“No. Dimmelo tu.”

“Sono un uomo, di venticinque anni per inciso, che è abituato a ... Lascia perdere. Diciamo solo che sono un uomo che non va bene per te, Isabella.”

“Mi stai scaricando perché sono vergine?”

“No... sì .. no ... Insomma ...”

“Ti faccio pena Cullen?”

“No! Al contrario. Ma ... Isabella... Io non sono il ragazzo a cui ... insomma ... Sono un uomo fatto e finito,  e tu ...”

Era incredibile vederlo così in difficoltà di fronte ad una cosa così banale come la mia verginità. Mi stava facendo sentire sbagliata, menomata, diversa.

“Cosa stai cercando di dirmi ..”

“Sto cercando di dirti che io non sono uno che sta cercando una relazione e non sarebbe giusto per me approfittarmi di te ...”

“Devo tornare dopo che qualcun altro avrà fatto il lavoro per te Cullen? Mi concederai la tua ... botta e via?”

“Non dirlo nemmeno per scherzo...”

Mi ero avvicinata a lui. Ero così incazzata che vedevo rosso. Non era intenzionato nemmeno a provarci, ad aspettare, non provava nulla per me, solo attrazione fisica. Mi stava spezzando il cuore e mi stava facendo passare per una bambina.

“Perché cazzo sei entrato in casa mia allora?”

Aveva abbassato gli occhi.

“Erano tutte bugie? Tutte quelle parole .... Come sei bella ... Quanto ti ho desiderata ... Era solo per portarmi a letto come fai con le altre?”

Non aveva risposto e nel suo silenzio avevo letto la risposta che cercavo.

Ero andata ad un centimetro dal suo viso e gli avevo ringhiato contro “Fottiti Cullen!”

Poi ero scappata via, prima che mi vedesse piangere.


GB




MONTREAL GENNAIO 2014 - 2 SETTIMANE PRIMA DEI GIOCHI OLIMPICI

Siamo in un piccolo locale in periferia. Tutta la squadra è venuta a festeggiare la fine degli allenamenti. Tra una settimana partiremo per l’Europa. Dalla sera in cui sono uscita con James, serata peraltro finita disastrosamente come da copione, non ci siamo più detti mezza parola.

O meglio, io ho cercato di parlargli, di spiegargli, di giustificarmi, non so nemmeno perché. Ma lui non ha voluto sapere ragioni.
Mi sembrava d’essere tornata indietro di due anni, ma a posizioni invertite. Non fosse che ci stavo da cani e che con James non era accaduto niente, mi sarebbe anche sembrato equo.
Poi cosa gli avrei potuto dire? 
Che dopo di lui ero così incazzata e frustrata che quella mia benedetta prima volta l’avevo davvero buttata via? Che dopo mi ero sentita malissimo e che da quella breve relazione avuta subito dopo il suo rifiuto non ero più stata con nessuno? Che a vent’anni ero ancora la piccola ragazzina inesperta che lui aveva messo da parte? 
Che ogni volta che provavo ad uscire con qualcuno, finivo per fare confronti con quell’unica sera in cui lo avevo avuto tra le mie braccia?
Che nemmeno con i compagni più pazienti e sensuali ero mai riuscita a raggiungere il benché minimo piacere? Che gli unici orgasmi che avevo sperimentato erano stati con il mio vibratore pensando a lui?

Non mi sarei mai umiliata così, e quindi, ancora una volta, avevo lasciato che lui pensasse al peggio.


Controllo l’ora. Sono già le dieci di sera. Mi guardo intorno per cercare un passaggio, ma non trovo nessuno che abbia un’auto o che abiti dalle mie parti e non mi piace affatto prendere la metropolitana da sola di notte, ma questa sera dovrò fare uno sforzo.
Mi alzo e afferro il mio zaino, pronta ad andarmene, quando sento una mano che mi afferra per il polso.

“É tardi. Ti accompagno io.” Scandisce quelle parole con voce bassa e monocorde che in un secondo mi catapulta a quella notte.

“Non devi.” Rispondo con fermezza. Non mi ha calcolata per due settimane ed ora vuole fare il cavaliere? Non credo proprio ...

“Lo so, ma non mi va che tu vada da sola di notte, preferisco così, visto che il TUO James stasera ha pensato bene di uscire con Diana.”

Mi volto e ormai non ho più la forza di giocare a questo gioco, in cui per altro faccio schifo.

“Non è il MIO James.”

“Quindi è stata solo una botta e via?”

“No. Non sono come te, io! E non ci sono stata a letto, se è questo che tanto ti fa girare le scatole da due settimane a questa parte.” E come avrei potuto dopo quel dannato bacio in pista? Ci avevo pure provato a non pensarci ... ma niente... tutta la sera a toccarmi le labbra ripensando a questo stronzo che ora mi è di fronte.

Mi guarda con sospetto, ma sembra sollevato : “Davvero?”

“Guarda Cullen, dobbiamo andare d’accordo perché tra una settimana iniziano le Olimpiadi. Questa cosa tra noi ... non so nemmeno cosa sia ... ci sta portando fuori dai binari.... e ....”

“E il nostro bacio? E la corrente elettrica che sentiamo ogni volta che ci sfioriamo?”

“Tu mi hai baciata e l’unica corrente elettrica che ti vorrei passare è quella di un buon elettroshock per curare questo tuo problema di personalità multipla!”

“Certo, come no! Credi che non mi renda conto di come reagisci tra le mie braccia?”

Lo guardo sconvolta : “Come osi? Solo perché .. perché ... non ho mai trovato una persona dopo di te che mi facesse ...” 

Oddio cosa sto dicendo. Non dovevo berle quelle due birre. Ora sono fuori controllo e tutta emotiva e lui è così schifosamente bello e sicuro di sé!

Mi accorgo che gli occhi degli altri cominciano ad essere su di noi e se ne accorge anche lui.

“Andiamo a parlare fuori. Ora.”

Ci avviamo in silenzio verso la sua macchina e io lo vedo che è sulle spine e che vorrebbe dire qualcosa ma dopo il mio mezzo exploit non ha il coraggio di farlo.
E mi odio perché ho come l’impressione che questa mia riservatezza e questo mio stupido orgoglio mi abbiano portata a pagare un prezzo troppo alto.

Mi apre la  portiera e si mette al posto di guida. Ma non parte.

Guarda di nuovo fisso davanti a sé, come quella sera in cui non ha avuto il coraggio di dirmi che aveva iniziato una relazione con Tanya.

“É vero quello che hai detto prima?”

“Che non sono stata a letto con James o che non ho mai avuto un uomo?”

“É vero allora?”

“Non sono stata con James. Per la mia virtù invece, non sarebbe affar tuo, ma visto che sembri ossessionato da sempre da questo argomento, è volata via due anni fa”

Si volta e vedo nei suoi occhi uno sguardo che non mi permette di continuare con il mio monologo passivo aggressivo. Uno sguardo che ho già visto. Ma molto più intenso. Uno sguardo che sta riducendo in poltiglia, ancora una volta, le mie mutandine. Poi si volta e mette in moto l’auto e io rimango a bocca aperta e interdetta, senza comprendere, ancora una volta, cosa diavolo gli sia passato per la testa.

“Cosa vuol dire ... è volata via due anni fa?”

“É stata una relazione breve, niente di importante comunque.”

“Garrett, vero? Lo amavi?”

“Ti ho appena detto che non è stata una cosa importante.”

Lo vedo stringere i denti.

“Non doveva andare così.”

“No. Ma alla fine vedi ... ora sono come tutte le altre. Forse ti posso interessare anche io”

Con gli occhi fissi davanti a sé, alla fine lo sento sussurrare.

“Sei molto meglio di chiunque altra, Isabella. É sempre stato questo il problema.”


GB


DUE ANNI PRIMA - DICEMBRE 2012



“Hai sentito, Charlotte?”

“Cosa?” 

Jessica si era avvicinata con fare cospiratorio ad una delle allieve della nostra squadra, mentre io ero a pochissimi metri da loro e facevo stretching. 

“Cullen!”

“Cullen cosa?”  Aveva sussurrato l’altra.

Jessica aveva fatto un nome. E non era il mio.

“Tanya Denali.”

“Nooooo!” Aveva sussurrato Charlotte eccitata.

Nooooooo!  Avevo urlato anche io dentro di me. Tanya Denali, la nuova pattinatrice dall’aspetto di una super modella, naturalizzata canadese ma di origini Russe, ventiquattro anni e il portamento sicuro di chi sa quello che vuole e come prenderselo sempre.

“Come lo sai?”

“Lauren ha dimenticato la sua borsa negli spogliatoi ieri sera ed è rientrata per prenderla e .... Non aggiungo altro.”

Mi girava la testa. Mi veniva da vomitare. Era passato solo un mese dalla notte in cui mi aveva baciata, toccata, accarezzata, portandomi in paradiso.

“Ma Tanya è più grande di lui.” Aveva continuato Charlotte.

“Ma lui è più grande di molti altri dove serve. Basta guardarlo nei pantaloni attillati dei suoi costumi. Non so se mi spiego...”

Si erano messe a sghignazzare come due cretine, mentre a me erano salite le lacrime agli occhi. 
Quando avevo rialzato lo sguardo l’avevo trovato a pochi metri da me, mi fissava con un’espressione triste e distaccata.

Era vero. Era tutto vero, e sapevo anche che in parte era colpa mia. Se me ne fossi stata zitta quella notte... forse...

Le cose erano peggiorate quando era entrata lei, Tanya. Gli era arrivata dietro, lo aveva stretto in vita e prima di entrare in pista lo aveva baciato in bocca. Lui non aveva distolto un secondo i suoi occhi dei miei ed io avevo dovuto trovare tutta la forza che possedevo per non scoppiare a piangere davanti a tutti.

Quella sera mi ero allenata con la testa da un’altra parte e il cuore spezzato. Ero caduta talmente tante volte che Angela mi aveva obbligata ad interrompere gli allenamenti prima.
Una volta uscita da lì avevo chiamato Garrett  e mi ero recata a casa sua. Sull’onda della rabbia e dell’umiliazione avevo fatto l’amore per la prima volta con lui e dopo mi ero sentita peggio. Non era stato bello. Avevo provato solo dolore e sebbene quello fosse atteso, non vi era stata la consolazione del piacere che invece avrei provato se fossi stata con un uomo che davvero amavo. 

Aveva ragione Edward quando diceva che la prima volta era importante. Quello che non aveva capito era che per me farlo con lui avrebbe reso la cosa esattamente così. Importante e significativa.
Ormai però era troppo tardi. Lui stava con Tanya e io con Garrett.

Per molti giorni lui aveva tentato di parlarmi, ma io non gliel’avevo permesso. Non c’era nulla da chiarire. Anzi, tutto era trasparente come l’acqua. Cristallino. Io per lui ero una bambina e lui aveva delle esigenze. Esigenze di cui si era fatta carico una donna più grande al posto mio.

Fine della storia e fine del mio amore per lui.

Qualche giorno  dopo la loro relazione era diventata ufficiale. Sotto gli occhi di tutti.

In quel momento  avevo deciso che avrei fatto come se lui non esistesse. Come se lui non fosse mai esistito. 

La mia relazione con Garrett durò solo qualche mese, malgrado lui mi volesse bene e malgrado la sua compagnia mi distraesse dal dolore che provavo ogni volta che vedevo quei due insieme.

E dopo Garrett venne il turno di John: il mio vibratore al quale sarei stata fedelissima per due anni. La mia relazione sentimentale più riuscita. 

Complimenti a me.




GB



FEBBRAIO 2015  - Volo Montreal _ Helsinki



“Hai sentito? Tanya ha lasciato Edward!”

“Non ci credo! Come è successo?”

“Credo non abbia digerito l’esclusione dai giochi olimpici.”

“Non è stata colpa sua.”

“Kate dice che Tanya  pensa che Edward abbia pattinato meglio con Swan di proposito. Per gareggiare con lei.

Per la seconda volta mi ritrovavo ad ascoltare un pettegolezzo che riguardava lui e la donna che aveva scelto al posto mio. Solo che a questo giro non vedevo l’ora che andassero avanti.

“Swan è più forte... Meritava d’essere qui ... “

“Ma Tanya era la sua donna!”

“Litigavano da mesi ... era nell’aria ... Ed è meno brava...”

“Comunque ...”

“Cullen è tornato sulla piazza!”

Le sento sghignazzare e la gelosia che prima provavo nei confronti di una donna soltanto ora si estende all’universo femminile per intero.
Dopo qualche minuto tutto si quieta e nel posto accanto al mio, vuoto fino ad un minuto fa, si siede proprio lui, l’oggetto dell’attenzione ossessiva mia e di tutte le componenti delle varie squadre femminili, nonché di alcuni componenti delle squadre maschili, aggiungerei.

“Posso stare qui? Crowley russa come un trattore e io voglio rilassarmi un pò.” La sua voce è assonnata e rilassata.

Lo guardo e, senza nemmeno rendermene conto, le parole escono dalla mia bocca.

“Hai davvero lasciato Tanya?”

Sorride : “Secondo le voci di corridoio sarebbe stata lei a lasciare me ...”

“É vero allora?”

“Isabella, io e lei abbiamo sempre avuto una relazione, come dire,  aperta. Non era propriamente una storia d’amore. Si potrebbe dire che non siamo mai stati davvero insieme...”

“Ah .. dunque tu mi hai lasciata per stare con una con cui non stavi ... buono a sapersi ...”

Sorride ancora.

“Non ti ho lasciata ... Ma ... ma ... Sei gelosa, Swan?”

“No.”

“Sì che lo sei.”

“No. E poi nemmeno noi siamo mai stati insieme, lo hai detto tu”

“No. Non ancora.” Sussurra sempre con il sorriso sulle labbra. E non so se ho sentito bene.

“Cosa?”

“Ho detto che è tardi. Dormi ora.”  Chiude gli occhi ed intreccia le sue dita con le mie, facendomi dimenticare in un secondo tutta l’amarezza di pochi istanti prima.

“Non ancora.” Dico a bassa voce, ma in modo che lui mi senta. E il suo sorriso si fa più ampio.



LILLEHAMMER  FEBBRAIO  2015

FINALE PATTINAGGIO DI FIGURA A COPPIE.


Le luci sono accecanti, il ghiaccio brilla lucido, perfetto. Ma i suoi occhi brillano di più. Non è mai stata più bella. Il rossore del suo viso non le è donato dal trucco, né dall’aria fredda. É così perché il suo sangue caldo ancora le pulsa nelle vene pieno della passione che abbiamo condiviso pochi istanti fa e le sue labbra sono accese dai baci frenetici con cui l’ho divorata nell’ultima mezz’ora. Profuma di borotalco e di sesso. Il suo collo così sottile e candido è una tentazione a cui è difficile resistere. 
No. Non sono distratto, anche se così potrebbe sembrare. 
Sono esaltato, perché nell’arco di poche ore avrò tutto quello che ho sempre desiderato. La donna che amo in silenzio da anni e la medaglia d’oro che vincerò con lei, grazie a lei.

Le prime note del tango su cui balliamo danno il via alla nostra esibizione.

Isabella muove le sue gambe snelle con grazia, con maestria, acquista velocità e io dietro di lei. Muove il bacino in modo seducente, sfiora il mio e la scossa di sempre si propaga lungo le mie gambe, al centro e poi per la spina dorsale. Si ferma, fa una piroetta e poi un’altra e poi é fra le mie braccia e io la faccio girare ancora e ancora, poi la stringo in vita e la alzo. Giriamo insieme, veloci come non mai, perfetti, all’unisono, e il pubblico assiste muto allo spettacolo più incredibile  della serata.
É così minuta, leggera, aggraziata. Una bambola di porcellana. Un angelo. Una principessa. 

La mia principessa dei ghiacci. 

Così l’avevo definita quando a soli quattordici anni era entrata a fare parte della nazionale canadese. Ora la vedo come una regina. Una giovane donna la cui bellezza e bravura sono cresciute di giorno in giorno. La donna che ho aspettato torturando me stesso in relazioni senza senso. 

Isabella vola, fa il giro della pista ad una velocità impressionante, mentre io raggiungo il centro della pista: siamo a metà del programma e tra pochi secondi la sua traiettoria cambierà e incrocerà la mia. 
La aspetto a braccia tese e alte, si lancia, l’afferro al volo e me la porto sopra la testa.  Giro su me stesso con il suo corpo sopra di me, la sua testa reclinata vicino alla mia nuca e poi la faccio scendere e la riprendo e poi la lancio, la lancio in alto e vedo il suo sorriso mentre vola libera come una fata. Gira su se stessa, una, due, tre e ... quattro volte e poi riatterra senza alcuna imperfezione. Sento il boato nello stadio. I suoi occhi scuri nei miei. Mi guarda, ha capito. 
Siamo perfetti. lo siamo sempre stati. É il nostro momento. 

Insieme siamo invincibili. 

Lei inizia un movimento avvitato al centro della pista e io le giro intorno, lungo il perimetro, sempre più veloce, eccitato dall’aria che mi sfiora il viso e dall’adrenalina che scorre copiosa nelle vene e non sento la fatica, non sento la paura ed è ora per me di saltare. La sequenza più rischiosa dell’intera coreografia. Parto da un Axel semplice. Un passo. Ricado, perfetto. Riprendo il filo sinistro esterno avanti e volo ancora. Doppio Axel. Perfetto ancora. Con la coda dell’occhio vedo lei che volteggia intorno a me. Prendo la rincorsa. Triplo Axel. Tre giri e  mezzo. Altro boato. Mi fermo  e inverto la direzione iniziando ad avvicinarla pattinando all’indietro. Insieme eseguiamo un triplo Lutz. La coordinazione è perfetta. Lo stadio sembra aver preso fuoco.

Ci ritroviamo uno di fronte all’altra. Concentrati. Vorrei sorriderle, vorrei abbracciarla, ma mancano pochi secondi e per fortuna posso fare di meglio.

Sulla nota finale è tra le mie braccia, in una stretta possessiva e sensuale che mi faceva torcere le budella ogni volta che la vedevo eseguire da Jacob. 

Poi quel bacio, simulato, accennato. Quella finzione che richiede tutta la forza che possiedo per non farla diventare realtà di fronte a tutto il mondo. Ci riesco soltanto perché so che tra pochi istanti accadrà comunque e per ore. Dio, per sempre mi auguro.

Rimaniamo naso contro naso per pochi secondi di silenzio, sudati, con il respiro affannato, e gli occhi chiusi poi sentiamo lo stadio esplodere. E prima di lasciarla andare per l’inchino  al pubblico, inchino che faremo con le mani intrecciate perché voglio vivere questa cosa con lei fino alla fine, le sussurro :

“Abbiamo vinto, amore”





EPILOGO

SALT LAKE CITY - FINALE GIOCHI OLIMPICI INVERNALI 2019


“Oh sì ...”

“Lo so ...”

“Oh sì ...”

“Lo so ...”

“Mancano meno di dieci minuti ... Oh sì ...”

“Lo so... cazzo ... lo so ...”

“Non possiamo andare avanti così ...”

“Oh sì che possiamo ...”

“Oh sì, hai ragione ...”

“Cazzo, se ho ragione ...”



Bang! Bang! Bang!


“Isabella! Edward! Mancano cinque minuti per l’amor di Dio! Comprendo che la vostra tecnica di rilassamento sia un rituale ineludibile.... Ma muovetevi a fare quello che dovete fare ... che qui ci eliminano!”

“ Oh sì ... hai sentito ...?”

“Ho sentito eccome, Isabella ... ma questo nostro rituale va ... oh sì .. va portato alla fine ... Senza si rischia troppo ...”

“Oh sì ... Non rischiamo...”

“No ... oh no... non ne vale al pena ...Ahi!!! ... Le lame ... amore...”

“Oh sì ... sì ... sì ... le lameeeeeee!!!”


“Isabella ed Edward Cullen!!! Fuori Di Lì. Subito!”


Ma noi dobbiamo finire. Non si può mica rischiare, vero?



FINE


42 commenti:

  1. Accidenti se mi è piaciura!!!!
    Il pattinaggio è uno sport bellissimo e qui è reso perfettamente. Sembrava di vederli volteggiare come se fosse la cosa più facile del mondo. E con la tensione sessuale che c'è tra i due... ovvio che siano perfetti.
    Bravissima...

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  2. Ammetto che all'inizio questi salti temporali mi hanno un po' messa in confusione....ma andando avanti nella lettura....wow. Ahahah alla fine mi sono detta "Ma come? già finita?! Io ne voglio anora!" Mi piacerebbe tanto che questa breve ma bellissima storia venisse ampliata e resa una FF normale con una moltitudine di capitoli ahahah Penso che non mi stancherei mai di leggerla. Al di là dello sport che amo guardare, che mi incanta davvero...penso che i due protagonisti siano veramente sensazionali! C'è emozione...sensualità...CALDO! ahahah Brava...complimentissimi!
    Chiunque tu sia....meravigliosa!
    Alyfa

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  3. Che meraviglia......veramente!!!
    E forse ti ho individuata ;)
    Comunque.....è veramente bella.....i salti temporali chiari e......chiarificatori.......e sinceramente vorrei tanto, ma proprio tanto leggere questa OS in versione long !!!
    Oddio durante la gara stavo col fiato sospeso......pensavo che uno dei due si facesse male e invece ...... Hanno trovato il loro "rito di buon augurio" per questa e le successive esibizioni ahahah
    Un Bacio e grazie mille

    JB

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  4. Oh si... Lo so...!!! Sti due copulano come piace a me!!! Ho riso all'inizio e alla fine! In mezzo... è stato wow-chicachicaboomboom-wow!
    Mi è piaciuta un sacco la dinamica tra i due, di lui non ne parliamo neanche, anzi famolo: C.A.Z.Z.O... ghiaccio+Edward+bollori=CADUTE CONTINUE IN PISTA E FUORI! hahahahahahahhah!!! Sta Isabella allora è davvero brava se je la fa a fare tutto con quello nei paraggi! Ma scherzi a parte, il personaggio di lei mi è piaciuto moltissimo perchè hai saputo descrivere bene la parte del suo carattere che determinava la sua riservatezza e l'inabilità di affrontare "quello lì", mentre spesso nelle ff, o nelle storie in generale, lo si dice ma in realtà accade che la protagonista ha il carattere più determinato del mondo ed è sempre in qualche modo superiore al suo partner, qui invece la determinazione è tutta di Edward, il che lo ha reso ancora più sexy, se è possibile. Isabella, bravura sui pattini a parte, è una ragazza normale, che ha dei dubbi normali e che si spaventa del primo rapporto anche se sopra ha LUI, e questo mi è piaciuto tanto.
    Mi è piaciuto moltissimo il fatto che quasi tutta la storia fosse in Bpov e il finale in Epov, e il fatto che tu non abbia segnalato questo cambiamento di pov è stato perfetto perchè non ce n'era alcun bisogno.
    I salti temporali sono il mio punto debole, ma qui... cazzo qui funzionano alla grande!
    Vorrei dirti che non ti ho riconosciuta, ma proprio non posso! :D
    p.s. ho già detto che ho adorato lo strombazzamento iniziale e quello finale? Immagino Edward sempre con il culo e la parte posteriore delle cosce tutte tagliuzzate! hahahaahahahahahah!

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  5. Come fingere di non sapere...ma si deve, allora facciamolo. Psicologia dei personaggi dettagliata e inspessita da questi continui flashback che io non amo molto, ma che in questa specifica trama riescono a trovare la giusta collocazione.Ho amato moltissimo la descrizione, sia figurata che emozionale, degli esercizi e dei momenti di gara. Sembra di volteggiare tra le braccia di Edward e la sensazione è stata bellissima. Gli occhi di lui puntati nei miei....e ciao mente....Ho sempre adorato il pattinaggio e questi due si meritano molto più delle Olimpiadi. Tensione, desiderio ed emozioni forti....per una coppia che - passassero anche mille anni - non tramonterà MAI. (Y)

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  6. Chi nin vorrebbe un rito propiziatore così con uno come lui?! Bella. Molto brava. Voto:1

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  7. Assolutamente fantastica!! Anche io avrei un rito propiziatore del genere cn uno cm Edward!! Eheheh.. :P
    cmq il mio voto è: 2

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  8. Devo dare motivazione?! No perchè non so che dire....
    Qui c'è tutto.....Non so neppure trovare qualche difettuccio...se non che è troppo corta!
    Con la speranza nel mio cuore che venga approfondita (anche se non credo sia possibile !!!) ti assegno 3 PUNTI.
    Mi è piaciuta un sacco....e' bollente, ha una trama di sfondo ben chiara, un sentimento che si sviluppa e poi scoppia e fa il botto ahahah e i salti temporali sono flash meravigliosi che (rileggendo xD) spiegano bene il punto della situazione....
    E'....meravigliosa. Bravissima....
    Alyfa

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  9. Assegno 2 punti a questa storia.Ho adorato i salti temporali che mi hanno aiutato a capire la situazione del presente,mi è piaciuta questa forte carnalità avvolta in un manto di romantica tenerezza.Paola P.

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  10. Devo dire che come inizio non c'è male, ahahahahaha, sul serio!
    Ghiaccio bollente ma proprio proprio bollente!
    Nonostante i salti temporali sono riuscita a seguire bene la trama, BRAVA!
    Per il voto se ne parla alla fine, quando le avrò lette tutte!
    Complimenti, spirito di competizione, gelosia, erotismo e qualche risatina qua e là, stupenda, complimenti!


    Roby <3

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  11. ciao!
    comincio col dire...wow!
    generalmente odio i salti temporali avanti e indietro nel tempo perchè mi destabilizzano, e invece questa volta hanno dato quel background ai personaggi e alla loro storia che ha reso questa OS una storia completa!
    E' davvero bello quando succede questo, secondo me, quando cioè una OS è una storia fatta e finita. lo stratagemma dei salti temporali ha fatto si che non si avesse la sensazione di correre in nessuna parte del testo e con poche righe ha donato spessore alla trama. Ho particolarmente apprezzato la determinazione di Bella; la sua titubanza a darla via (anche se in realtà la voleva dare eccome) per la prima volta nonostante avesse lui di sopra e avrei volentieri picchiato Edward per averla smollata solo per la sua castità.
    questo periodo (Aveva ragione Edward quando diceva che la prima volta era importante. Quello che non aveva capito era che per me farlo con lui avrebbe reso la cosa esattamente così. Importante e significativa.) è il mio preferito ed esemplificativo del perchè mi sia piaciuta la tua storia ;)
    I personaggi sono ben strutturati, sei riuscita a farmi apprezzare i salti temporali, la trama è avvincente proprio grazie ai flashback/forward e ho adorato il fatto che si aprisse e chiudesse con la stessa scena...anche se in anni diversi! Concordo con loro, certe abitudini meglio non perderle! ahahah
    brava e grazie
    ami

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  12. assegno 3 punti a questa storia perchè:
    - mi ha fatto apprezzare i salti temporali che io, di solito, odio.
    - la scena hot iniziale e quella finale mi sono piaciute davvero tanto e sono state molto evocative con tanto di BANG sull'armadietto di metallo.
    - grazie ai salti temporali hai descritto un amore che ha avuto tempo di approfondirsi e diventare più solido, non solo dettato dall'ormone impazzito del momento.
    - è una storia fatta e finita, non rimane nulla aperto e quindi può essere letta così com'è, cosa non facile nelle OS
    brava e grazie
    ami

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  13. Mi sono finalmente decisa. Ho decretato che questa merita i miei 3 punti per la sua struttura dinamica e singolare, per l'intreccio che si crea fra i due e la loro complicità. Altro punto fondamentale é la fluidità dello scritto che coinvolge e attrae. Molto molto brava. Perciò 3 punti.
    Margherita Piselli <3

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  14. Di solito non sono una fan dei continui salti temporali, ma qui calzano a pennello.
    Sembro troppo pervertita se dico che la parte iniziale e quella finale sono quelle che mi sono piaciute di più? A parte gli scherzi, è una OS davvero carina, brava! Ti assegno 2 punti.

    Jude

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  15. Spettacolo! In tutti i sensi.
    Mi è piaciuto tutto, la storia in sè, i salti temporali, il carattere di Bella, i suoi pensieri e le sue azioni. E che dire del cambio di pov alla fine? Geniale!
    Probabilmente questa os mi è piaciuta... tu che pensi?
    Ovviamente il prologo (se così vogliamo chiamarlo) e l'epilogo sono stati, oltre che bollenti, molto divertenti e ci stavano benissimo.
    Complimenti davvero.

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  16. Che dire.... certo che gli sbalzi temporali mi hanno confusa come il fuso orario Italia- Ecuador, ma la storia e' semplicemente favolosa

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  17. Intanto posso immaginare chi tu sia, ma lo terrò per me sino alla fine del contest; sappi comunque che il tuo stile è inconfondibile!!!
    Poi che dire?
    Storia fantastica, quella giusta dose di hot intrecciata con una trama che si svela lentamente, con tutto il suo passato che lascia, come sempre, il segno.
    Complimenti!!!!

    Samu

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  18. Mi posso accodare ai complimenti delle altre??
    Davvero piena di tutto questa OS!
    I salti temporali perfetti!
    Loro due magici sui pattini
    Bravissima!
    Monica

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  19. Accidenti quante emozioni :-)
    Anche io questo caso credo di sapere chi è la mente :-)
    Davvero una shot magnifica :-) sarebbe bello un sequel :-)
    Complimenti :-)

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  20. Ghiaccio bollente... eh beh il titolo dice tutto ^___^!
    Amo questa os dalla prima all'ultima riga... amo anche quello splendido banner!

    Os bellissima, scritta benissimo :) i personaggi sono ben caratterizzati e le descrizioni sono, a mio avviso, perfette!
    I salti temporali sono una delle cose che ho apprezzato di più: messe strategicamente fanno capire cosa è successo tra i due e fanno capire i loro caratteri.
    Le scene hot sono magnifiche!
    :) e cavolo se vorrei fare un rito propiziatorio così!

    In pratica questa os è perfetta ;)!
    Bravissima!

    Un bacio ♥!

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  21. Ciao una bella storia, simpatica e scritta bene ma che non mi ha fatto impazzire. Questione di gusti. Non amo i salti temporali continui e certe situazioni che per me sono fuori dalla realtà..... Grazie comunque e scusa ma visto che è stata apprezzatissima dalle altre, probabilmente sono io incapace di apprezzare le cose come dovrebbero essere e con gusti decisamente più selettivi. Un abbraccio. Luisa

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  22. Di nuovo complimenti e ......... Il mio voto è 2!!!

    JB

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  23. Per questa meraviglia il mio voto è 3!
    :)

    <3 <3 <3

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  24. bella bella bellissima!!
    complimenti
    Ila Cullen

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  25. VOTO 1.....ancora me li immagino volteggiare...bellissimi!

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  26. Bella, bellissima e divertente storia! Scritta molto bene e perfetti i salti temporali che si incrociano tra loro con perfetto sincronismo! Bravissima, mi è piaciuta molto!
    Stefania Rossi

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  27. Storia che inizia e termina con i fuochi d'artificio...bravissima! L'intreccio tra i vari salti temporali è perfetto e dona un dinamismo e una fluidità notevoli alla storia, senza però intaccare troppo precocemente lo svelarsi del "mistero" sul passato tra Edward e Bella. Grazie!

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  28. Ma una brutta no??? E io come cavolo farò a scegliere??? Bellissimo il modo con cui hai giocato col tempo, i continui flashback e ritorni al presente e, non c'è nemmeno da dirlo, ho apprezzato da morire il "rituale" ;)
    Inoltre, devo dire che è la fanfiction che finora ha usato di più l'ambiente dello sport: ho colto proprio l'atmosfera cameratesca ma anche ipercompetitiva che deve esistere a questi livelli nello sport. Bravissima,
    Aleuname

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  29. Dico solo... molto bella! Dettagliata e completa dal punto di vista sportivo. La scelta si fa sempre più difficile.
    JTP

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  30. Voto:2
    Faccio parte del gruppo che vorrebbe questa OS in lersione Long. I salti temporali, chen di solito non apprezzo molto qui ci stanno benissimo e non rendono più complicata la lettura.
    Belli e divertenti i dialoghi tra i 2, il sesso è molto Hot (le colonne doriche me le ricorderò a lungo) e " Chi se ne frega della finale dei giochi olimpici .." penso sia un pensiero comune se ti trovi uno cosìtram le gambe! Poi come il colpo finale ti arriva quando leggi la frase "Ti entra dentro, ti spoglia, ti manda a fuoco e ti lascia appagata e senza forze." ti viene voglia di urlare Si si anch'io voglio pattinare con Ed. Ho apprezzato moltissimo che alla fine ci sia la visione di lui. Complimenti veramente bravissima! se si poteva avrei dato i 3 punti pari merito ma visto che non si può mi tocca dare i 2!

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  31. Dunque... Da dove comincio?
    Dal titolo! Un ossimoro!! Questo perché una ff non è solo una ff ma un'occasione di scrittura, di pensiero, di desiderio, il tutto intrecciato con arte e maestria...
    La limonata dura e' maestria...
    Sdraiarlo su una panca e cavalcarlo come uno stallone senza sella...e' quasi poesia!!!!!
    Inoltre... Io adoro i salti temporali e qui ce n'è da far girare la testa!
    Sei una grande!
    Una grandissima!!!
    Un triplo salto mortale e un inchino a te, sconosciuta autrice!!!

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    1. A te assegno il mio secondo posto:
      2 punti!
      E grazie di aver scritto questa delizia dei sensi!!

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  32. Ciao,
    bellissima storia davvero, il pattinaggio su ghiaccio è uno sport che davvero mi affascina e la storia, beh devo dire che quando sono arrivata alla fine avevo voglia di rileggerla sperando ce ne fosse ancora di più. Hai saputo coinvolgermi facendomi sentire le emozioni di Bella, per questo il mio voto 3.
    Storia fantastica, complimenti!

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  33. Merda, ho fatto una fatica pazzesca a scegliere e a rimuginare sui miei voti.
    Ho soppesato tutte le possibilità, proprio come fece Brad Pitt quando scelse tra Jennifer Aniston e Angelina Jolie e buttò Jennifer Aniston!
    Siete rimaste in tre, le mie preferite e ho dovuto fare una scelta.
    Ti spiego come ho scelto. E' ovvio che io, come tutti, abbia le mie preferenze e i miei gusti, quindi è altrettanto ovvio che abbia seguito questi. E l'ho fatto. Però ci ho messo un po'. Ho valutato a lungo le possibilità, ho riflettuto seduta sulla mia fida poltroncina uguale uguale a Capitan Harlock seduto sul suo trono, tutta brooding, riflessiva, accigliata e immobile per un tempo lunghissimo. Solo che l'immagine di me, perennemente in maglietta e mutande, sulla poltroncina non è proprio una figata a vedersi come invece è Capitan Harlock. Quindi ho dovuto scegliere se comportarmi in maniera soggettiva o oggettiva. E io sono un soggetto piuttosto semplice, quindi mi sono comportata come tale.
    La verità? Anche a te, come alle altre, spiattello la mia verità. Non mi frega una beata minchia se non mi credi.
    Io ti amo. So che potrebbe sembrare una dichiarazione azzardata, ma, ti prego di credermi, non è una dichiarazione sessuale. Amo il tuo cervello, amo il tuo modo di pensare e di ragionare e conseguentemente amo il tuo modo di scrivere. Sono scontata? Sì. E anche un bel pacchetto di "e sti cazzi". Ho pensato a lungo a come sarebbe risultato leggere del mio voto e ho dovuto scegliere tra il sembrare obiettiva e seguire il mio gusto. Ho seguito il mio gusto. So chi sei, ho letto tutto di te e ti riconoscerei anche se tu scrivessi in braille e io non lo sapessi leggere. Vorrei avere anche un millesimo delle tue capacità ed è tristissimo averti sempre davanti e sapere che non ce la farò mai. hahahaahahahahahah!!! Ma ho l'onore di essere tua amica e godere dei risultati.
    Questa storia CHE TU HAI TANTO DENIGRATO è perfetta. C'è tutto quello che ci deve essere ed è trattato magistralmente. Non mi soffermo sulla storia e sulla tecnica, quanto invece sui personaggi: sono tutto quello che mi piace, sono angst, sono sexy e sono intelligenti e quest'ultima caratteristica la ritrovo in ben poche storie in generale. Oh, l'ho trovata anche nelle altre due che ho scelto, vorrei sottolinearlo. Tu hai la rara capacità di delineare i caratteri senza troppe descrizioni, andando direttamente al "core" (da leggersi in inglese 'nucleo' e non in romano 'cuore' senza la u.... ma forse anche!) e rivelando la loro personalità e le loro caratteristiche unendo tutto ciò che davvero esiste nelle personalità: angosce, storia personale, senso dell'umorismo, paure, sicurezze. Molte di noi non riescono a farlo, scegliendo di evidenziare solo alcune caratteristiche della personalità per facilitare la storia. Ecco perchè adoro leggerti. Non ti ho convinta? Non posso farci niente. Ti ho scelta con la piena consapevolezza che il mio voto può sembrare di parte e scegliendo a braccia aperte di rischiare, non posso proprio esimermi dallo sceglierti, non posso. Me piaci. Totalmente. Non posso negarmi, mi darebbe oltremodo fastidio.
    Sei forte. Hai tutte le carte in regola per sfondare veramente.
    3 PUNTI
    -Mezza SPARVILLA-

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  34. Storia molto carina, resa forse un po' complicata da leggere a causa dei vari salti temporali (che per inciso però a me piacciono!). Mi è piaciuto come hai delineato in modo sintetico la loro storia e le loro personalità. Mi è piaciuto come il cerchio si chiuda con la scena finale che richiama quella iniziale. Mi è piaciuto il sesso scanzonato e liberatorio. Forse nella trama si poteva pensare a qualcosa di più originale, ma nell'insieme l'ho trovata completa. Grazie di avere partecipato!! Cristina.

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  35. Avevo scritto un commento lunghissimo e amorevole, ma siccome mi si è cancellato accontentati di avere i miei 2 PUNTI.
    Complimenti e grazie per averci deliziato con questa storia bellissima.
    E siccome sono una romanticona... Abbiamo vinto, amore *______________*

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  36. 1 Punto

    Anche a me è piaciuta moltissimo questa storia, e anche io non ho trovato fatto fatica a seguire i salti temporali, perchè li hai scritti in maniera magistrale, così come hai scritto in maniera magistrale la scena hot, sei fantastica! Oh si.....lo so! Brava.

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  37. Mmmm anche se l'entrata nel blog avverte che i contenuti potrebbero essere un po' hot, non credo di poter lasciare il "dovuto" commento senza essere censurata !!!! Aahhahahahah
    Questo è il tipo di storia che adoro leggere.
    Richiede attenzione per i salti temporali ( che adoro) , danno modo alla storia di costruirsi come un puzzle perfetto.
    C'è sesso, descritto magnificamente e mai volgare.
    Tutta la gamma di emozioni, sensazioni , vibrazioni che attraversano nervi, sangue, corpo...
    Ti ho adorata...
    Bravissima

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  38. Scelta sofferente perché avrei voluto dare un pari merito. I miei 2 punti vanno a te.... Scrivi ciò che adoro leggere ed un modo così coinvolgente e sensuale , da trovarmi spesso le mani stringere qualcosa ( purtroppo non è mai la coscia di Robbe ops Edward) !!! Mi lasci in affascinata ammirazione ...

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  40. La storia è molto bella e su questo non si discute.
    Sono però rimasta delusa da due luoghi comuni a moltissime altre storie.
    Prima di tutto Edward torna con Bella troppo facilmente. Ma come? Lui si è divertito fra le gambe di altre donne e a lei basta sapere che non sta più con Tanya per cedergli? Dopo il modo in cui l'ha trattata?
    Seconda cosa non è possibile che Bella non provi piacere con nessun altro ragazzo perché ha sempre Edward in testa! Sono tutti degli incapaci e solo Edward sa far godere una donna? Solo perché innamorata di lui non riesce a godere con un altro?
    Cerchiamo di essere un pochino realistiche.

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