OSSESSIONE
Che gran rottura di cazzo che sono le scelte!
E sì… perché tu sei convinto di qualcosa nel momento in cui la fai, però dopo iniziano a palesarsi una serie di eventi che non riesci a controllare.
Jim Morrison diceva di non pentirsi di qualcosa se eri felice nel farla.
Beh, Jim non hai capito un cazzo!
Ad esempio: io ero felice quando mi sono fidanzato con Alice, ovvio che ero felice. Come avrei potuto non esserlo? Alice è una ragazza splendida, dolce, fantastica. E credevo che facesse per me.
Poi però è arrivato puntuale l’imprevisto.
Ecco! Anche gli imprevisti sono una gran rottura di cazzo. Perché diamine arrivate? Siete tutti diversi ma portate solo guai! Inizialmente non sembrate nemmeno tanto male ma il più delle volte ci portate solo sofferenze, perché siete irraggiungibili e spezzate l’equilibrio che abbiamo cercato a lungo.
Il mio imprevisto ha due occhi verdi, un sorriso abbagliante, un caratterino niente male e un bel culo. E inoltre si è portato via il mio cuore. Il mio imprevisto si chiama Edward Cullen, il quarterback del Seattle Seahawks, la squadra di football americano dello Stato di Washington dove io gioco nel ruolo di ricevitore. Il diamante grezzo, come lo ha definito la stampa.
Ah! Ovviamente avrete capito che io sono un ragazzo. Sono Jasper Whitlock. E che non avevo un problema finché non ho incontrato Edward Cullen e il suo bel culo.
Non avevo mai pensato di potermi sentire attratto in maniera così totale da un uomo ma, fin da quando lo avevo visto per la prima volta, avevo cominciato a gironzolargli intorno. Mi giustificavo con il fatto che fosse il mio capitano ed io, da bravo novellino della squadra, avevo tutto da imparare.
E rimanevo a guardarlo, a studiarlo. Tutto mi attraeva in lui: il suo modo di muoversi così fluido e aggraziato; il suo cipiglio nell’opporsi all’avversario o la sua concentrazione negli allenamenti; la sua voce, il suo sorriso… ma più di ogni altra cosa i suoi occhi. Di un magnifico colore verde riuscivano a bloccare il mio respiro ogni qualvolta i miei incrociavano quello sguardo.
Mi aveva sorpreso spesso a guardarlo e in quei laghi cristallini avevo letto compiacimento, sensualità, ardore e, perché no, lussuria.
Giravano voci su di lui. Dicevano che fosse gay. Che avesse avuto relazioni amorose con diversi compagni di squadra. Che farsi sbattere da Edward Cullen fosse il sogno di molti, anche solo per provare una cosa diversa.
Ma io no! Non sarei caduto in un giro così perverso. Io amavo la mia Alice. Lei era tutto per me.
E allora perché? Perché ogni volta che i miei occhi incontravano i suoi nella mia mente cominciavano a rincorrersi immagini a luci rosse? Immagini di lui sopra di me… della sua lingua nella mia bocca... perché?
È cominciata così la mia ossessione per Edward Cullen, l’uomo che, mio malgrado, mi trovai a desiderare più di ogni altra cosa pur non riuscendo a spingermi oltre. Temendo quella passione travolgente, nascondevo nel profondo i miei desideri ossessivi facendomi bastare quei contatti e quei piccoli scambi che non mi permettevano di ottenere nulla di più che non fosse sul campo da gioco.
- Mike, passami un altro cocktail per favore - ordino al barista.
- Non esagerare - mi dice l’uomo guardandomi come una madre.
- Giocherò bene lo stesso domenica, non rompere dai - gli dico seccato.
Con un sospiro Mike mi passa il bicchiere di vetro.
- Ti rovinerai, Jasper –
Tracanno il liquido in un solo sorso.
- Sono già all’inferno - dico con amarezza e allungo la mano verso un altro bicchiere.
Mike vorrebbe dire qualcosa però, come sempre, alza gli occhi al cielo scuotendo la testa e mi accontenta. L’alcool inizia a fare il suo effetto. La vista si appanna lievemente ma come al solito mi basta agitare un po’ la testa e continuare a bere.
Mike ha ragione, mi dice la parte ancora sobria del cervello…
domenica hai la partita, lo so…
devi giocare davanti ai tuoi tifosi, lo so…
Edward non vorrebbe che tu facessi così, lo sooooo!!!
Stringo con più forza le labbra intorno al bordo del bicchiere e ingoio il cocktail ormai dimentico di quanto bruci in gola. Ho fatto l’abitudine a un dolore ben più bruciante di questo.
- Jasper… Jasper… basta, ti prego… - dice qualcuno, ma non riesco a capire chi sia il possessore della voce che galleggia nel rumore assordante che mi spacca la testa.
Una mano calda, vagamente familiare, con delicatezza riesce ad allentare la presa delle mie dita dal bicchiere. Capisco a tratti che la stessa persona mi ha alzato di peso e ora mi sorregge per farmi camminare. Chiedo collaborazione alla mie gambe ma non vogliono saperne di muoversi. Così, forzandole, riesco a mettere un piede dopo l’altro a terra. Il pavimento si avvicina troppo improvvisamente ma la mano mi tiene saldamente per un braccio.
È buffo! Il giocatore più veloce della squadra che non riesce a camminare in linea retta! Quante cose può fare l’alcool, eh?
- Perché hai bevuto come una spugna? - chiede lo sconosciuto.
- Non sai perché si beve? Si beve per dimenticare - gli dico beffardo.
- E chi stai dimenticando, Jasper? –
- Un ragazzo –
Siamo in un altro posto, adesso. Il giovane mi ha trasportato con la sua auto da qualche parte, probabilmente casa sua. Percepisco di essere seduto su un divano comodo. Lascio scivolare le spalle contro lo schienale per sistemarmi meglio e chiudo gli occhi per reprimere la fastidiosa sensazione del mondo che gira impazzito. Non mi curo che il ragazzo sappia il mio nome. Forse è un tifoso che, vedendomi così, ha pensato bene di tenermi compagnia. Non so se lo fa per pietà, per affetto o per interesse. In questo momento non me ne frega più di tanto.
- Ne vuoi parlare? – mi chiede con quel suo accento familiare.
Non riesco a vederlo in volto, un po’ perché la vista è ancora incerta, un po’ perché si tiene ostinatamente in ombra.
- È iniziato tutto otto mesi fa. Ero il nuovo arrivato, al mio primo giorno di allenamento… gioco nel Seattle Seahawks, sai? ed è un’emozione assurda indossare quella maglia. … Stavo correndo quando lui mi si è avvicinato con quella faccia da schiaffi e si è presentato. Mi ha proposto qualcosa… - mi fermo infastidito perché la mia mente non riesce a ricordare cosa mi avesse chiesto Edward.
- Di pranzare insieme… così poteva presentarti ai nuovi compagni –
- Sì, hai ragione - confermo. - Poi non so come spiegarlo… ma la mia vita è iniziata a dipendere esclusivamente da lui. Poco importava che avesse già un amante o che io fossi felicemente fidanzato. Ho una donna favolosa, sai? Se solo sapesse che... non so… sei mai stato innamorato? O dipendente da qualcosa? La mia è un’ossessione distruttiva, come la semi dipendenza dall’alcool degli ultimi tempi. So benissimo che bere non porta a nulla di buono, che mi sto facendo del male molto consapevolmente, eppure sembra essere l’unico antidoto a portata di mano. Il mio amore per lui, perché di questo credo si tratti, mi sta distruggendo. Troppo lontano, troppo irraggiungibile –
- Lui… lo sa? –
- No. Non voglio che mi guardi sconvolto, che mi allontani da lui. Abbiamo un’immagine pubblica, non è facile da gestire… e lui, come me, ha già un amore… –
Il ragazzo annuisce lentamente e per un po’ non fa più domande. Il silenzio sembra dare sollievo alla mia povera testa. Provo a sollevare lo sguardo verso lo sconosciuto che, in fin dei conti, tanto sconosciuto non mi sembra. Lui forse se ne accorge perché spinge automaticamente la sua sedia all’indietro. Sono stanco per indagare, così lascio ricadere la testa contro lo schienale cercando di riposare. Forse sprofondo davvero in un breve sonno, chi lo sa. E ciò che vedo nella mia mente confusa dall’alcool è il sorriso di Edward. Come gli brillino gli occhi quando ride; le sue diverse espressioni durante le conversazioni che non gli permettono di dire bugie perché parlano più della sua bocca. Quando mi abbraccia dopo aver segnato una meta; come io sia sempre il primo a stringerlo, anche se non sa quanto mi rende felice. Quanto abbia la mia esistenza completamente nel suo pugno.
Riapro gli occhi e mi sento un po’ più lucido anche se il silenzio si è fatto insopportabile. Lancio un’altra occhiata al ragazzo e riprendo a parlare come se non mi fossi mai interrotto. Che pensi quello che vuole di me, a questo punto non mi importa.
- A volte vorrei soltanto sbatterlo al muro e baciarlo fino a perdere l’anima. … Altre volte vorrei rifugiarmi tra le sue braccia, non dovermi più sentire così insicuro perché sarei protetto da lui. … Certe volte sono geloso, sai? - dico ridendo sotto voce. - Quando Black e McCarty se lo stavano praticamente scopando in campo dopo il punto li avrei uccisi volentieri. O anche quando Seth gli salta in braccio… però non tanto perché dopotutto lo fa anche con me. … Per un po’ ho creduto di odiare profondamente chiunque osasse sfiorarlo. Poi ho smesso, non ne avevo il diritto… Dimentico sempre più spesso che ho una donna… la distruggerei se solo sapesse… e lui… lui è di un altro e anche se fosse… Lui mi fa essere così... ah, non lo so. Sono terribilmente confuso!! … È incredibile. Tipo che una volta mi ha sfiorato per sbaglio una mano e ho dovuto ritrarla di scatto per non farlo accorgere della pelle d’oca –
Parlo quasi senza riprendere fiato, dando corpo ai miei pensieri senza logica con lo sguardo fisso in un punto indistinto della parete. Poi mi scuoto.
- A proposito… scusami se ti racconto tutte queste cose. In fondo non ti conosco nemmeno e ti sto frastornando così - dico e dopo un attimo di pausa aggiungo - Non lo sa nessuno… nessuno… - termino in un sussurro.
Il ragazzo non risponde. Credo mi stia fissando, forse mi prende per pazzo.
- Non hai mai pensato che lui potrebbe ricambiare i tuoi sentimenti? –
Io sarò ubriaco ma lui è impazzito.
- Che domande? Certo che no. È impossibile! Te l’ho già detto… lui è di un altro… io sono di un’altra… e tutto questo è sbagliato! –
Lui si alza di scatto rimanendo in ombra così da non farsi vedere. Questo suo modo misterioso di comportarsi comincia a darmi sui nervi.
- Non hai mai pensato che forse la mano te l’abbia sfiorata apposta? … Perché magari ti ama così tanto da aver paura di essere rifiutato ma vuole ugualmente farsi sentire da te in tutti i modi, anche i più stupidi? … Non hai mai pensato che non gliene frega nulla, nulla degli abbracci di McCarty o di chiunque altro? … Non hai mai pensato che ora sta uno schifo perché ti distruggi ogni sera in quel pub? … Non hai mai pensato che forse non sei l’unico che ha paura e che soffre? … Non hai mai pensato che IO ti potessi amare, Jasper? –
Il ragazzo esce allo scoperto avvicinandosi a me nel dire le ultime frasi. Ed è lui. Gli occhi che mi guardano sconvolti e lucidi, il petto che si alza e si abbassa frenetico, il fiato corto per lo sfogo.
- Edward... tu… io… - balbetto e sento che la prima lacrima inizia a scendere lungo il mio viso.
Edward la ferma con il pollice. Gli tremano le labbra e tiene gli occhi incollati alla linea umida disegnata sul mio viso.
- Io ti voglio Jasper. Voglio te, le tue labbra, il tuo corpo. Voglio poterti abbracciare e accarezzarti fino a cancellare via ogni tua paura. Voglio essere con te sempre, in ogni tuo pensiero, ogni tuo gesto, ogni tuo sorriso. Ti voglio così tanto e così disperatamente, Jasper, che non posso fare nulla per impedirlo – dice sedendosi sul divano accanto a me.
Poi afferra il mio volto tirandolo verso il suo e mi bacia come avevo sempre sognato in questi mesi e come io non avevo mai osato fare. Mi morde le labbra, le succhia, le tortura. Mi accorgo che Edward ha già provveduto a sbarazzarsi della mia maglietta che giace a terra dimenticata quando sento le sue mani bollenti sul petto. Sono balsamo per la mia anima straziata. Mi accarezza la schiena, i fianchi, dappertutto per cancellare ogni paura, come ha detto lui. La sua bocca scende lungo la linea degli addominali, giù fino all’inguine, facendomi impazzire.
- Edward… ti prego… fallo… - riesco ad ansimare.
Geme anche lui mentre compie il percorso inverso permettendomi di lasciargli un vistoso succhiotto alla base del collo. Non ci sono parole adatte per descrivere questo momento. È la meta finale, il coronamento di tutto ciò che abbia voluto in questa vita. L’unica cosa che conta ora è la meravigliosa sensazione di sentire il corpo di Edward contro il mio. Con immensa gioia affondo la mano nei suoi capelli e quella sensazione mi riporta la tranquillità che mi è mancata per troppo tempo.
Edward torna a guardarmi negli occhi e io vi trovo dentro tutto il mio stesso desiderio.
- Spogliati per me! – mi ordina con la voce arrochita dall’eccitazione.
Mi alzo di scatto, mi tolgo i pantaloni e i boxer e torno vicino a lui. Lo sto mangiando con gli occhi, è semplicemente stupendo. Edward mi prende il viso tra le mani e inizia a baciarmi sensualmente. Perdo la testa pensando che sto per esplodere solo per quel piccolo contatto.
Metto le mani sotto la sua maglia e gliela tolgo. Gli faccio alzare il bacino, gli sfilo i pantaloni e vedo i suoi occhi pieni di voglia che tornano sulle mie labbra.
- Siediti su di me! – ordina ancora.
E io non posso credere di averlo sotto al mio corpo, bacino contro bacino. Sono seduto sopra l’uomo che ho scoperto di volere ossessivamente. Siamo nudi e vogliamo amarci. Continuiamo a baciarci ancora per un po’ fino a che Edward non si stacca per riprendere fiato. Quando chiudo gli occhi per tornare a baciarlo si mette due dita in bocca e poi le infila nella mia apertura per prepararmi al meglio, non vuole che provi il minimo dolore.
Lo vedo sorridere quando mi sfugge un gemito e, mentre le sue dita si fanno spazio, smetto di respirare. Le sento muoversi dentro di me e la sensazione di piacere mi spiazza completamente.
- Rilassati Jasper! – sussurra roco. – Non sentirai dolore, non lo permetterò. Solo piacere! –
Lo sento entrare con un altro dito. Mentre si spinge dentro di me, con l’altra mano si allunga a cercare un lubrificante nel cassettino del mobile accanto al divano. Lo osservo spalmarlo sul suo pene e poi accarezzarmi per inumidire bene anche la mia apertura. Quando è completamente soddisfatto della preparazione mi alza su di lui, si allinea con me e sprofonda lentamente, centimetro dopo centimetro.
La sensazione di pienezza mi coglie impreparato ma ciò che provo è puro piacere, come ha detto lui.
Si attacca alle mie labbra e inizia a morderle seguendo il ritmo lento delle sue stesse spinte. La sensualità di quei movimenti compiuti quasi delicatamente per permettere al mio corpo di abituarsi a questo atto così nuovo per me, sono accompagnati dai gemiti di Edward. Gemiti che mi portano in paradiso. Il ritmo calmo e regolare fa sì che sprofondi sempre più dentro di me, fino a raggiungere la penetrazione completa. E a quel punto sono totalmente pronto. Pronto a godere di tutto ciò che Edward può darmi.
Mi accorgo che il ritmo va aumentando lentamente, che le sue spinte diventano sempre più prepotenti e veloci. Vuole sentirmi urlare e non deve aspettare molto perché inizio a farlo aggrappandomi alla sua schiena.
Nel pieno del caos siamo finalmente completi. Sentiamo che tutto quel tempo passato lontani ci ha uniti ancora di più. Nel mezzo delle spinte lo sento sussurrare due semplici parole, quelle stesse parole che ho voluto evitare ma desideravo potergli di dire da troppo tempo.
- Ti amo! –
Gemo di gioia e piacere mentre sento Edward portare il ritmo delle spinte ad un’aggressività che non credevo possibile. È dentro di me in tutta la sua potenza e io mi trovo a ripetere ciò che ha lasciato il segno sul mio cuore.
- Ti amo! – gemo godendo ed Edward torna sulle mie labbra.
Sto impazzendo. Le sue spinte mi hanno staccato dalla realtà. Allungo una mano cominciando a torturarmi il membro stringendolo affinché mi porti al piacere. Butto la testa all’indietro e mi lascio travolgere da quel meraviglioso e tanto desiderato orgasmo nello stesso istante in cui Edward si riversa dentro di me.
Prendo la sua testa e me la porto sul collo, gli metto la mano nei capelli e lo lascio riprendersi. Gli sussurro di non lasciarmi più e le lacrime si impossessano di me. Mi stringe più forte, fino ad inglobarmi più di quanto abbia già fatto.
- Jasper, ti amo davvero! –
- E non mi lascerai mai? –
Sorride perché ha capito che la mia più grande paura è quella di perderlo. Nonostante tutto. Nonostante Alice.
- Non lo farò mai -
Ma era una bugia.
Sei mesi dopo
Tutti hanno bisogno delle proprie certezze. Ora, che queste certezze siano la propria squadra o la mamma, che anche se hai ormai ventiquattro anni suonati e una tua vita quando esci di casa ti fa raccomandazioni, non ha importanza. L’importante è averne.
La mia più grande certezza, per un breve periodo, è stata Edward Cullen. Adesso… beh adesso è diventata la mia domanda numero uno. Domanda che rimarrà senza risposta considerato il muro di silenzio che abbiamo eretto tra di noi. O meglio, che lui ha eretto. Sì, perché dopo due mesi, ha scelto un altro ingaggio, senza una spiegazione, senza un motivo. Senza dirmi niente. Mandando a farsi fottere tutte le promesse che ci eravamo fatti di non separarci mai.
Come si butta giù questo muro? Non so se ne ho la forza, non so se sono pronto per rivederlo. Che cosa gli dirò? Ehi, ciao Edward, mi sta distruggendo non poterti più abbracciare, toccare o semplicemente vedere il tuo sorriso, sai? Sì perché, anche se non sono pronto, volente o nolente, il coach Swan ha convocato entrambi per la partita della Nazionale e lo rivedrò per la prima volta dopo mesi.
Merda!
Un fastidioso suono elettronico interrompe il mio pseudo sonno.
- Buongiorno un cazzo! - borbotto spegnendo seccamente quell’aggeggio infernale meglio noto come sveglia.
Indugio un po’ sotto le coperte massaggiandomi le tempie. L’ho sognato, di nuovo. L’ansia di rivederlo non mi deve sopraffare altrimenti questi giorni in Nazionale saranno un inferno.
Butto un occhio dall’altro lato del letto. Alice riposa con un sorriso beato. Abbiamo fatto l’amore prima di dormire: staremo separati per tutto il tempo dei mondiali. Da quando Edward è sparito dalla mia vita, ho ritrovato, almeno in parte, l’equilibrio nel mio rapporto con lei. Dio se solo sapesse!! L’ho tradita con un uomo… un uomo che mio malgrado mi tiene ancora nel suo pugno. Non sono stato con nessun altro in questi mesi. A modo mio sono fedele a entrambi, se vogliamo. L’unica differenza è che Alice non sa, mentre Edward…
Sbuffando mi alzo dal letto e mi dirigo pigramente verso la doccia. Il getto d’acqua bollente mi calma e sgombra la mente dai sogni notturni aiutandomi a pensare.
Mi comporterò normalmente. Lo saluterò… come se fossimo solo amici. Potrebbe capitare di essere costretto a dividere la stanza con lui, ma anche in quel caso farò in modo di essere solo un semplice amico e nessuno dei due farà parola d’altro. È una grandissima idea, penso soddisfatto.
Mi godo ancora un po’ l’acqua calda osservando distrattamente le goccioline che scorrono lungo il mio corpo. Un movimento d’aria fredda mi colpisce le spalle e, subito dopo, le braccia calde di Alice mi avvolgono in vita. Mi giro nel suo abbraccio e mi perdo sulle sue labbra. Faccio l’amore con lei, premendola contro le mattonelle fredde della doccia. Mentre riverso il mio seme dentro il suo corpo, immagini di Edward mi tormentano. Rivedo il suo volto trasformato dal piacere e i suoi occhi verdi pieni di lussuriosa passione; risento la sua voce roca mentre mi parla affondando il suo sesso dentro di me. Mi abbandono contro il corpo caldo di Alice mentre lentamente scivoliamo a terra, sconfitto dai miei pensieri.
- Mi mancherai, amore mio! – sussurra tra i miei capelli.
La stringo a me più forte senza trovare il coraggio di parlare. L’amo profondamente, di questo sono sicuro. Ma amo anche lui, che continua ad ossessionarmi sempre e comunque. Nonostante l’ansia che provo sapendo di rivederlo presto, so di avere una voglia pazzesca di sentirlo addosso, di sentirlo gemere mentre mi scopa come solo lui sa fare. Dio, che casino!!
Esco dalla doccia ben sapendo che non sono riuscito a mascherare il mio stato d’animo.
- Jasper, tutto bene? – mi domanda Alice.
- Certamente, amore! Sono solo nervoso. È la mia prima convocazione e… ho paura! –
Mi passa accanto sfiorando le mie spalle nude con la punta delle dita.
- Non devi averne. Sei il migliore nel tuo ruolo e ti farai valere. Come sempre –
- Grazie! – le dico semplicemente prendendo il phon per asciugare accuratamente i capelli.
Mentre compio questa operazione arriva un sms dal coach per confermare l’orario dell’aereo. Mancano solo poche ore e lo rivedrò. Lo stomaco mi si stringe convulsamente, non so se per l’ansia o per l’emozione. Forse per entrambe.
Alice ha preparato la colazione ma io non trovo la voglia di mangiare, cosa che ormai mi è abbastanza nota in questi ultimi tempi, così finisco di preparare il borsone prima di scendere per una corsetta leggera che mi distenda un po’.
Infilo alla rinfusa la tuta, gli scarpini, un paio di jeans, delle maglie. Ne guardo una sorridendo: a Edward piaceva parecchio.
- Sei illegale con quella maglia – mi aveva detto.
- Ne sei sicuro? –
- Sono sicuro che se non ti muovi, rischi che ti salti addosso –
Mi viene da ridere a ripensare alla sua faccia seria nel dirlo. E la stretta allo stomaco sembra sciogliersi ripensando al bacio che mi aveva stampato in bocca.
Cazzo, basta. Basta, Jasper! Tu ed Edward non siete niente. Niente, okay?
- Non siamo niente. Assolutamente zero. Zero – mi dico convinto.
Ovviamente nessuno risponde ma non ci faccio caso e chiudo il borsone. Scendo in cucina dove Alice sta rassettando prima di uscire anche lei.
- Allora? Pronto? –
Annuisco.
- Fateli neri! – esclama sorridendo venendo ad abbracciarmi. – Siete i più forti! – conclude stampandomi un bacio sulle labbra.
Non le permetto di allontanarsi trattenendola contro il mio corpo e forzando le sue labbra per profanarle con la lingua. Sono uno stronzo, Alice! Non ti merito!
- Dio, Jasper! Amore sei… -
- Mi mancherai… - dico in un soffio.
Ed è vero. Lo so che è vero.
- Anche tu, amore… -
Un colpo di clacson ci interrompe.
- È arrivato Emmett… -
- Va’ e mi raccomando… nessuna paura! –
Annuisco prendendo il mio borsone e avviandomi alla porta.
- Ti amo, Jasper! –
- Pure io ti amo, Alice! – dico scandendo ogni parola affinché anche io possa crederci davvero.
Chiudo la porta alle mie spalle, scendo le scale e arrivo in strada dove Emmett McCarty mi sta aspettando per la bella corsa nel parco vicino casa, così… tanto per ammazzare il tempo in attesa della partenza. L’aria fredda del mattino ci fa compagnia.
- Pronto? –
- Come al solito McCarty –
- In ansia per oggi? –
- Mmmhh - mugugno in risposta.
- Non sarà così terribile, dai –
- Infatti, non succederà nulla di nulla –
Emmett mi lancia uno sguardo scettico. Ricambio alzando interrogativamente il sopracciglio.
- Oh andiamo… - dice con lo stesso tono ovvio di chi spiega a un bambino quanto fa due più due. - Tu ed Edward che non vi saltate addosso… non si può sentire –
- Invece non succederà niente, capito? Niente! - dico alzando di un po’ il tono della voce… di un paio di ottave, per essere precisi.
- Ansia da prestazione? - sfotte.
- Fottiti McCarty - ribatto acido.
- Ascolterò il consiglio, intanto tu corri, lumaca - dice superandomi con uno scatto.
- Coglione! - gli urlo dietro e lo rincorro.
Non lo ammetterò mai, men che meno con Emmett, ma sono pienamente cosciente del fatto che, nonostante tutto, mi piacerebbe da morire saltare addosso a Edward. Anche se dovrebbe essermi totalmente indifferente dopo quello che mi ha fatto. Ci ha fatto.
Le undici arrivano fin troppo presto per i miei gusti; l’aereo che ci porta al ritiro atterra troppo in fretta. Non sono pronto, penso disperatamente.
Il viaggio in taxi è breve e mi sento un adolescente al primo appuntamento. Cosa un po’ imbarazzante per un ventiquattrenne, soprattutto perché non ho nessun appuntamento e non ho il minimo motivo per essere così agitato. È solo un fottutissimo ritiro di merda, penso per la millesima volta. Dovrebbe entrarmi in testa adesso, che cazzo!
Mi tormento le mani e guardo accigliato fuori dal finestrino.
- Tutto bene Jasper? - chiede cautamente McCarty seduto affianco a me.
- Alla grande. Tutto perfetto. Cos’è che non potrebbe andare bene? - rispondo cercando di rimanere il più calmo possibile anche se Emmett mi guarda evidentemente preoccupato… ma questo è solo un insignificante dettaglio.
- Sei sicuro? –
- Certamente! –
Il taxi si ferma.
Merda!
Prendo un bel respiro e ho l’assurda visione di me come la sposa che deve entrare in chiesa, McCarty come mio padre ed Edward come lo sposo. Il coach Swan può fare il prete se vuole. Apro la portiera e immagino le note della marcia nuziale.
Okay, Emmett aveva ragione a preoccuparsi.
Scuoto la testa ed esco dalla vettura.
- Ehi Jasper! - mi saluta immediatamente James.
- James! - ricambio andandolo ad abbracciare.
- Come va? –
- Non male, tu? –
- Andiamo bene - sorride.
James saluta Emmett e poi andiamo incontro agli altri compagni. Non vedo Edward. Sono impaziente e sollevato allo stesso tempo. So benissimo che meno lo vedo più sarà facile andare avanti ma le mie emozioni sembrano non dare ragione al cervello. Alice e il suo corpo sono già dimenticati.
Mi siedo a uno dei tavolini dell’hotel. Spazzo via delle briciole dalla superficie e sorseggio un po’ di aranciata. Quanto vorrei che questo ritiro fosse già finito!
All’improvviso mi arriva uno schiaffo dietro la nuca.
- Ahi, chi cazzo…? –
- Ciao Jasper - dice angelicamente Laurent.
- Ciao coglione - borbotto massaggiandomi il collo.
- Come stai? –
- Se non mi avessi quasi decapitato, benissimo - rispondo ironico. - Tu? –
- Meravigliosamente - ride. - Hai visto Sam? - chiede impaziente.
A quanto pare non sono l’unico ad aspettare qualcuno. Scuoto la testa e Laurent si imbroncia.
- Non ho visto nemmeno Edward - dice casualmente.
Casualmente una minchia!
- Umh… e a me cosa importa? –
Laurent mi guarda con l’aria di chi la sa lunga.
- E tu vorresti farmi credere che non ti importa niente di Edward? –
Annuisco deciso e per tutta risposta Laurent scoppia a ridere.
Ma che cazzo…?
- Laurent… - cerco di interrompere quella risata snervante. - Laurent, si può sapere che cazzo ti ridi? –
- Non sai raccontare le bugie, dai! Sei nell’ansia più totale! –
Merda.
- Non è vero, smettila di ridere! –
- Aaaah per piacere! Io non sono così coglione da cascarci –
- Ma che cazzo, è la verità! Pure Emmett stamattina si è messo a parlare come te ma non sapete un cazzo! A me non frega niente, niente di Edward, assolutamente niente! –
Sono arrabbiato. Molto arrabbiato.
Laurent mi guarda strano. Compassione? Prende una sedia dal tavolino più vicino e si siede accanto a me.
- Jasper, andiamo. Lo so che ti importa di Edward, non prendiamoci in giro. Sei solo in ansia, non sai come comportarti, se fare l’incazzato o se andare ad abbracciarlo. Perché dopotutto pensi che Edward non si meriti niente ma nello stesso tempo vorresti solo sbatterlo al muro e fottertene di tutti –
Le parole di Laurent mi spiazzano. È la verità, inutile girarci intorno. Mi mordo le labbra e abbasso lo sguardo dando ragione in silenzio al mio amico. Laurent sorride comprensivo.
- So come ti senti. Cosa credi, che tra me e Sam sia tutto rose e fiori? E la situazione tra di noi è molto meno complicata della vostra. Siamo entrambi liberi, in fondo. I litigi ci sono ma basterebbe semplicemente parlarne. È imbarazzante e lo comprendo, ma varrebbe la pena buttare tutto nella merda? –
- Tu hai ragione… ma io non so come fare. Lo aspetto da mesi. Ho aspettato e lui… niente. Silenzio di tomba! … E poi c’è Alice… io… non so più cosa sia lei per me. So che non posso rinunciare a lei perché la amo… lo so che la amo… Ma non posso privarmi nemmeno di Edward… io lo amo… – termino in un sussurro.
- Ti capisco, credimi. Alice è una ragazza così dolce. Non potrebbe mai capire! Ma… tornando a Cullen… non hai pensato che forse ha avuto paura dell’intensità dei sentimenti? Che magari non si aspettava di rimanerne così coinvolto? Paura di non saper gestire il vostro rapporto in pubblico? Magari si aspettava anche lui una mossa da parte tua… -
Laurent non è severo sembra solo interessato.
- Non lo so, Laurent. Forse hai ragione tu, ma è sparito… volatilizzato… ciò che so di lui lo apprendo dai giornali sportivi… sarà… sarà tornato con lui… e io adesso non so proprio cosa devo fare… –
- Devi lasciare da parte l’orgoglio. Appena arriva vai da lui, salutalo e poi si vedrà –
Annuisco. Il mio amico mi dà una pacca sulla spalla e si alza dalla sedia.
- Questo è il mio consiglio. Ora vado a cercare Sam… buona fortuna! –
- Laurent? –
Lui si gira.
- Sì? –
- Grazie! - sorrido e lui ricambia con l’occhiolino.
Aspetto seduto al tavolino distraendomi con i messaggi di Alice. Giochiamo come due adolescenti. Lei mi ama profondamente e io… ho solo Edward in mente ora. Giro gli occhi intorno a me osservando l’andirivieni dei ragazzi che entrano ed escono dall’hotel. Della mia ossessione neanche l’ombra.
Sospiro.
Ripenso alla primissima partita della mia vita. Non sapevo cosa fare una volta entrato in campo. L’istinto mi suggeriva di correre, farmi passare la palla in qualche modo e fare quel che sapevo. Ma le mie gambe non rispondevano, erano paralizzate dall’emozione e dall’incertezza, dai dubbi e dalla paura.
Mi sento esattamente in quel modo quando una bella macchina si ferma davanti all’albergo facendo stridere le gomme contro il selciato. Può essere solo lui, non manca più nessuno all’appello. La portiera si apre e viene sbattuta subito dopo. Edward è fuori dall’auto. Si guarda un po’ intorno e poi mi nota, seduto al tavolino di prima. Sul viso gli si dipinge una strana espressione. Imbarazzo. Paura. Ansia. Probabilmente è lo specchio del mio. Edward rimane fermo, immobile, stringendo con forza il manico del trolley.
Io mi alzo. Ora siamo in piedi l’uno davanti all’altro. Guardo intensamente il suo volto e mi sembra ancora più bello di quando mi ha lasciato. Le sopracciglia scure, gli occhi incorniciati da quelle ciglia così lunghe da fare invidia a qualsiasi ragazza. E le labbra! Quelle maledette labbra sensuali che ora tremano visibilmente. E ripiombo nelle emozioni di quella prima partita ma decidendo ancora una volta di dar retta all’istinto e al mio cuore. E il mio cuore dice di correre.
E corro.
Corro verso Edward che in automatico spalanca le braccia e mi accoglie fra di esse stringendomi forte. Mi aggrappo a lui perché ho paura che svanisca nel nulla. Edward trema e mi stringe ancora di più.
- Va tutto bene Eddy, va tutto bene - gli sussurro all’orecchio.
- Sono un idiota - mormora e la sua voce si spezza per l’emozione.
- Lo siamo stati entrambi ma non importa più –
Edward stacca il viso dall’incavo del mio collo, il suo rifugio. Mi guarda con gli occhi lucidi e le labbra serrate. Gli prendo il viso tra le mani accarezzandolo con i pollici.
- Mi sei mancato immensamente. Troppo. Sono un cretino… io… dovevo chiamarti… mandarti un messaggio… raggiungerti… non lo so ma dovevo fare qualcosa. E invece non l’ho fatto. Io… -
Mi zittisce dolcemente poggiando un indice sulle mie labbra.
- Ho avuto paura… paura del sentimento che diventava ogni giorno più prepotente… e sono fuggito. Lontano da te e dalla mia ossessione per te. Credevo di far bene sapendo quanto Alice sia importante per te. E ho provato a tornare da lui… ma non è più niente per me. Eri solo tu il mio pensiero fisso. So che non lascerai mai Alice per me ma…-
- … ma ora non importa più – lo interrompo. - Il passato è passato ed è inutile indugiarci ancora –
- È vero! Conta il presente. Adesso siamo qui insieme e stai pur certo che non ti dimenticherai tanto facilmente di questi momenti –
Mi apro in un sorriso un po’ timido ed Edward avvicina il suo viso al mio accarezzandomi piano mentre le nostre labbra si incastrano tra di loro come se non potessero aspettare un minuto di più. Edward mi morde con forza il labbro inferiore facendomi gemere. Gli passo una mano fra i capelli tenendolo stretto a me. Ci stacchiamo solo per riprendere fiato e per guidarci l’un l’altro verso l’ascensore per raggiungere la nostra stanza.
Abbiamo bisogno di noi, di stare soli, della nostra intimità.
E i due letti a una piazza si uniscono per formarne uno matrimoniale. Le molle cigolano ed emettono rumori striduli mentre i nostri corpi, allacciati e lucidi di sudore, si cercano come se fosse possibile un incastro migliore, una maggiore vicinanza, un modo per impedire l'aprirsi di qualsiasi spiraglio.
Tengo le braccia intorno al collo di Edward, il mio focoso amante, le mani aggrovigliate dietro la nuca a tirargli i capelli. Mi guarda come se non mi vedesse tanto è eccitato eppure siamo dannatamente concreti, bollenti, decisi, veementi. Le sue mani premono sulle mie cosce, sulle natiche. Le massaggia con violenza quasi a farmi male.
Sono seduto sopra di lui. Edward è dentro di me. Rilascia un gemito dietro l'altro lasciandosi completamente andare dopo essersi trattenuto per troppo tempo. D’altro canto io sono evidentemente contento perché le sue spinte si fanno più poderose e mi fanno girare la testa in preda a una qualche forza oscura che non saprei descrivere.
Edward ghigna sentendomi alla sua completa mercé. Non riuscirei a ribellarmi nemmeno se volessi con tutto me stesso e lui decide di fare di me quello che vuole.
Edward esce dal mio corpo bruciante che ha riscoperto essere meravigliosamente accogliente.
- Dio, all'inizio eri così stretto che quasi mi hai portato ad un fulmineo orgasmo – dice roco sulla mia bocca sorridendo della mia espressione velatamente confusa.
Mi getta sul materasso sollevandomi le gambe e allargandole in una posizione talmente oscena che serro gli occhi e sospiro ancor prima che mi penetri di nuovo. Non mi lascia riprendere fiato e mi bacia con un erotismo che non ho mai immaginato nemmeno nel più piccante dei miei sogni. Provo calore, tantissimo calore, più di quanto ne potrei provare se fossi smarrito nel deserto. Mi stupisco anzi che la stanza ancora non abbia preso fuoco.
I miei pensieri frammentati e già di per sé labili vengono del tutto annientati dalla lingua di Edward che prende la mia, la succhia mimando sapientemente il sesso orale in modo tale che dovrebbero arrestarlo. Ringhia mentre gioca con la mia bocca in maniera meravigliosa, oltre i limiti della decenza.
Silenziosamente chiedo ossigeno ed Edward me lo concede proseguendo a leccarmi lungo la guancia fino all'orecchio. Mi cattura il lobo e lo succhia tanto da aumentare la mia erezione già prepotente. Mi infila la lingua nell'orecchio e mi sento morire. Così come quando Edward comincia a possedermi di nuovo con un ritmo forsennato che mi fa letteralmente boccheggiare.
Raggiungo con la mano il mio sesso e lo tiro, masturbandomi. Mordo l'avambraccio di Edward per impedirmi di gridare come un folle. Lo stringo con forza, succhiandogli la pelle e lasciandogli sicuramente un cerchio violaceo che desterà qualche curiosità.
Riesco a schiudere le palpebre mentre continuo a gemere perché il sesso turgido di Edward mi infilza incessantemente e provo un'estasi indicibile nel momento in cui pianta lo sguardo sul mio viso.
Edward è come in trance. La sua faccia è sfigurata, la sua bocca è socchiusa e ringhia senza farsi alcuno scrupolo. Mi tiene le gambe ben divaricate e io cerco di chiudere una mano sulla sua natica per tastargliela mentre l’altra continua a lavorarsi il mio cazzo. Sotto le mie dita sento le contrazioni del suo gluteo mentre spinge la sua verga dentro di me e, lentamente, comincio a farla scorrere lungo la sua coscia, giù, fin dove riesco ad arrivare e le mie carezze sembrano incrementargli la gioia del momento.
Gemo sempre più forte seguendo il ritmo della sua foga anche se temo che, prima o poi, qualcuno verrà a intimarci di piantarla. Sto godendo come un pazzo. Vederlo entrare e uscire dal mio corpo non è paragonabile a nulla. Ma niente è come vederlo venire. Mi fissa negli occhi, si morde il labbro e viene copiosamente. Viene brontolando, soffiando, stringendomi il sedere fra le mani, sporcando le lenzuola, sorridendo soddisfatto nel vedere il proprio seme che scorre lentamente lungo le mie pieghe arrossate dai suoi colpi forsennati.
Edward non smette di sorridere e prende il posto della mia mano rimasta paralizzata sul mio sesso alla visione del suo orgasmo. Comincia a masturbarmi con più decisione, perdendo l'espressione di totale piacere di pochi secondi prima. Appare serio e concentrato e mi incanto a guardarlo per poi sussultare e gettare la testa all'indietro quando lo vedo fiondarsi fra le mie cosce e prendermelo in bocca.
Lecca e spalma i suoi umori su tutta la superficie, succhia la pelle della mia asta, lecca e accarezza i testicoli. Sono scosso da feroci scariche di pura libidine, alzo le braccia sulla testa arpionandomi alle lenzuola e, incredibilmente, riesco ad allargare ancora di più le gambe. Mi sento vicinissimo ad esplodere eppure cerco di trattenermi perché non voglio che finisca nonostante il mio sesso sia tanto duro da far male.
Edward se lo infila tutto in bocca e lo succhia facendo un rumore che per me è assolutamente scandaloso. Alterna velocemente bocca e mano e, negli istanti in cui si stacca con le labbra, ansima forte unendo i suoi gemiti ai miei.
Ci vuole un'altra manciata di minuti prima che riesco a rilasciare tutti i muscoli del corpo per esplodere nell’incredibile orgasmo che macchia il viso del mio capitano.
Edward ridacchia con tono grave, si solleva stendendosi al mio fianco e osservandomi il viso devastato e sudato. Sospiro forte chiudendo gli occhi, con il cuore che impazza nel torace e mi martella testa e orecchie. Quando li riapro lo vedo raccogliere una goccia di sperma e portarla alla mia bocca. Gli lecco e succhio le dita scoprendo il mio sapore: un po' salato, un po' dolciastro, alla fine una punta amara non proprio deliziosa.
Ma non ho tempo di rifletterci troppo. Gli agguanto la nuca e lo bacio ancora, togliendoci il fiato che non abbiamo ancora recuperato. Lui gioca con la mia lingua con passione ma anche con meno irruenza rispetto a prima. Quando ci separiamo i nostri sguardi chiedono una tregua e finalmente, lentamente, ci rilassiamo. Un sorriso si allarga sul viso di Edward.
- Avremo svegliato tutti... - mormoro tornando alla realtà ma lui ride scuotendo il capo.
- Non credere che siamo i primi... –
- Come? –
- Tu sei praticamente l'ultimo arrivato in Nazionale ma io… ho fatto in tempo ad ascoltare i racconti degli altri. Chissà in quanti si sono divertiti proprio in questa stanza, su questi stessi letti... esattamente come noi - dice malizioso godendosi lo stupore sul mio volto.
È incredibile quanto siamo diversi! Per i media io sono considerato un ragazzaccio ed Edward quello più dolce e bonario. Se ci vedessero ora però! Nell’intimità ci trasformiamo: io sono quello più sensibile, quello che si scioglie solo che mi tocchi. Edward invece è un toro scatenato e irrefrenabile.
Gli lecco le labbra.
- Jasper, impara a non vergognarti. È vero… molti di noi hanno famiglia o compagne fisse, come Alice per intenderci… ma certe cose, in questo mondo che ci costringe a convivenze forzate, sono più che normali. È logico lasciarsi andare all’istinto che talvolta può essere colmato da sentimenti anche molto profondi. È questo che ho capito standoti lontano – mi dice sfiorandomi con un dito le labbra. - Mi hanno raccontato di parecchi esempi nati proprio durante i ritiri sbalordendomi nello scoprire triangoli improbabili… -
Sentirlo parlare in questo modo mi convince di una cosa. Ora che è tornato, che mi ha dimostrato di essere completamente mio come io sono totalmente suo, non devo preoccuparmi minimamente se qualcuno là fuori ci sente gridare.
- Se il coach sapesse che invece di dormire come due bravi atleti dovrebbero fare, siamo svegli alle due e mezza di notte e abbiamo appena finito di... – bisbiglio.
Edward sghignazza apertamente abbracciandomi e accarezzandomi con dolcezza.
- Ti assicuro che puoi stare tranquillissimo! – cerca di essere convincente beccandosi comunque un'occhiata sorpresa.
- Ti spiegherò più avanti... ma per maggiori dettagli puoi chiedere a chiunque... a Laurent, a Sam, a Seth... loro sanno… in Nazionale funziona così - ride maligno.
Intuisco pur non capendo del tutto. In ogni caso non ho voglia di approfondire la questione proprio adesso. Ho voglia del suo corpo. Di nuovo.
Con dita leggere gli sfioro le labbra, il collo, vado giù sul petto e sul ventre. La mia meta è chiara ed Edward freme. Sono insaziabile ma, nonostante la stanchezza, anche lui si eccita nuovamente e faccio un cenno di apprezzamento.
- Allora è vero che sei un bad boy - dice toccandomi in mezzo alle gambe e, mentre riprende a masturbarmi, non mi permette di ribattere perché mi bacia incendiandomi all'istante.
Soddisfatto della sua reazione lo accarezzo tutto prima di separarmi da lui. Osservando il filo di saliva che ci divide gli mormoro in bocca:
- Voltati. Tocca a me ora –
Esegue e io lo aiuto a sistemarsi nella posizione che desidero. Lo metto a carponi. Sono già fuori di me per quanto lo trovi conturbante, quasi illegale. Il calore torna a friggermi dalla testa ai piedi perché ora sono io che lo voglio possedere. Mi lecco due dita e sfioro la sua apertura stimolandola a schiudersi per me.
Mi mordo l’interno della bocca e mi vergogno mortalmente per la voglia che ho di metterglielo dentro. Forse Edward intuisce anche questo e appositamente mi fa dannare strusciando il suo meraviglioso culo contro la mia erezione. Ogni volta che cerco di entrare lui si muove, ondeggiando con i fianchi, sfiorando con il sedere la mia cappella. È incredibile! Ha lui il comando anche quando sono io a volerlo sbattere di brutto!
Finalmente mi accontenta lasciandomi sprofondare dentro di lui deliziando entrambi. Spingo con quella stessa frenesia alla quale lui mi ha abituato… o meglio, di cui sono drogato volendone sempre di più. E volendo dare sempre di più. È pericoloso. Il limite fra piacere e ossessione è così sbiadito...
I due letti uniti ricominciano a ragliare. Quel limite con molta probabilità viene sorpassato.
Tra piacere e ossessione, Edward ed io ci uniamo in una vertiginosa spirale che fine non vede, che fine non vuole.
Che fine non avrà...

Wow! Non mi aspettavo di avere le vampate leggendo di sesso fra due uomini! Che sesso... e che uomini!! Edward non perde di mascolinità nonostante i suoi gusti siano indirizzati a posteriori. Una bella sorpresa. Jasper smarrito e innamorato fa una tenerezza! Tutto in lui grida "scappa", ma non c'é niente da fare, Edward fa innamorare anche i pali della meta.
RispondiEliminaAvevo già letto qualcosa di questo genere, tra Edward e Jasper e l'avevo trovato sensazionale. Io più che vampate...ho sentito davvero il sudore al massimo livello e il bisogno di una bella doccia rigenerante possibilmente fredda! E' meravigliosa...Alternativa, che non tutte si aspettavano, forse nessuna...ma davvero davvero bella. Ben scritta, con i sentimenti contrastanti...tra l'amore per Alice e quello per Edward, il rischio, l'avventura...gli occhi dolci e la casa calda di Alice. E' davvero ben strutturata, a me è piaciuta parecchio. Sono arrivata alla fine dicendo...wow. Ne voglio ancora di questi due. Ce ne regalerai qualche altro pezzettino? Sono...scoppiettanti e le scene di sesso molto...........non trovo il termine adatto, perdonami! ahahahahah
RispondiEliminaComplimentissimi....alternativa, diversa, inaspettata e meravigliosa! Brava
Alyfa
La prima cosa che riesco a dire dopo aver letto questa stora è OH MIO DIO e WOW...Devo dire che leggendo l'inizio della storia non mi ero resa conto che fosse una M/M mi era balenata l'idea che Bella fosse una cheerleader lesbica e che gli piacesse Alice o.O non so come mi sia venuta questa idea quindi ringrazio l'autrice per aver chiarito chi parlasse con questa frase:"Ah ovviamente avrete capito che sono un RAGAZZO..Sono Jasper Whitlock (NO IO NON L'AVEVO CAPITO!!!).E che non ho mai avuto un problema fin quando non ho incontrato Edward Cullen e il suo CULO (mio caro anch'io avrei dei seri problemi se avessi sotto gli occhi ma sopratutto sotto le mie mani il CULO di Edward Cullen!!)".Beh cosa posso dire una storia diversa dalle altre ma in senso positivo e che forse non ci si aspettava di leggere in questo contesto ma la storia mi ha rapito dall'inizio alla fine e vorrei chiedere all'autrice dato che Jasper a questo punto sembra bisex non è che lo è pure Edward?!Perchè a questo punto suggerire all'autrice di eliminare Alice dalla storia e inserire ME per formare un MENAGE A TROIS perfetto..Per tutti i punti sopra la storia merita 3 PUNTI...Brava e complimenti :-D
RispondiEliminaWOW ...... WOW ...... WOW !!!
RispondiEliminaRiecco il mio WOW ...... Moltiplicato.......
Oddio ho sofferto insieme a Jasper per tutto il suo tormento ....... Ho trovato meraviglioso il suo dichiararsi non sapendo che si stava dichiarando...... E ho amato come sempre il nostro Edward all'inizio sicuro, poi spaventato e di nuovo pronto a viversi questa storia.....
L'unico neo è la spiegazione data a Jasper per questa storia.......forse ho letto e capito male ma sembra quasi che sia una normale conseguenza dei ritiri sportivi......una scusa per giustificare......e non credo assolutamente che sia così .....
Ed infine vorrei proprio sapere che intendeva Edward con il discorso sulla Swan O.o
Complimentissimi e grazie infinite
Un Bacio
JB
Perchè è un tema piccante, diverso; Perchè è una OS piena di sentimenti che meriterebbero di essere approfonditi in una Long Fic...Perchè mi piacerebbe leggerne di più, perchè questa contrapposizione, questa doppia vita mi eccita, mi piace, perchè è davvero bello poter scoprire come le nostre idee a volte sono diverse ma estremamente brillanti. Devo dire che non ho capito chi tu sia autrice, ma ti meriti un applauso con i fiocchi.
RispondiEliminaTi assegno i miei 2 PUNTI!
Veramente bella...
Brava
Alyfa
Cough cough .. *cerca di riprendere un certo contegno prima di commentare, ma fallisce miseramente*. Racconto che mi è piaciuto moltissimo, per tante ragioni. Ho apprezzato il fatto che pur essendo una OS si sia trovato lo spazio per affrontare il conflitto interiore di Jasper: La prima parte, quella del suo monologo con Edward misterioso testimone è davvero bella. Mi è piaciuta l'idea di non fare scoppiare subito la storia d'amore tutta rose e fiori, ma metterci in mezzo un salto temporale per fare sedimentare meglio i sentimenti intensi dei due. E mi è piaciuto da matti il sesso sporco e primitivo tra loro. Amo le storie slash e dunque ho amato molto anche questa!!! Bravissima! E Grazie per averci regalato una storia inattesa! Cristina.
RispondiEliminaWOW!
RispondiEliminaavrei anche pensato di cominciare questo commento in maniera più imparziale per non far capire quanto mi avesse preso questa OS ma...non ci sono riuscita!
Devo ammettere di non aver mai letto slash e che, all'inizio, non avevo capito che questa sarebbe stata la mia prima volta (oh wow ahahah) ma l'ho apprezzata davvero tanto. Scrivi in modo molto diretto e scorrevole che ti fa andare avanti nella lettura in un batter d'occhio (facendoti desiderare di poterne leggere ancora di più) e la scelta dei personaggi è stata fenomenale! chissà come mai, quando si scrive una slash in questo fandom, si pensa subito a Jasper e non ad Emmett XD
Volendo fare una "critica" (se così la si può chiamare perchè mi sembra più che altro la dimostrazione di una mia particolare preferenza) ho avuto qualche momento di confusione nel leggere Jasper o Edward dichiararsi il loro amore così, all'improvviso, considerato che (sempre secondo la mia modestissima opinione e conoscenza in materia) l'omosessualità dichiarata in attività di gruppo, soprattutto se a livello agonistico e professionale, sia un argomento rischioso da sbandierare al primo che ti capita senza sapere bene a chi o cosa andrà poi a raccontare; ma sono io che sono fissata, scusami!
ho davvero amato la parte conclusiva di questa tua OS quando Jasper ammette di non aver chiaro il confine tra ossessione e piacere quando si parla di Edward. Ho avuto questa sensazione per tutta la lettura ed è così bello vedersi confermare le proprie sensazioni dalle parole dell'autrice.
Brava e complimenti!
Potresti aver creato una nuova lettrice di slash fino ad ora verginella in argomento xD
non vedo l'ora di sapere chi sai per ringraziarti di ciò.
Brava ancora!!!
ami
Ehm!
RispondiEliminaWow fa decisamente caldo qui!!!
Ammetto di aver scoperto da poco le storie m/m...c'è sempre quel qualcosa in più, forse dovuta alla curiosità di un mondo a me sconosciuto.
La tua ff mi ha colpito, l'ossessione di Jasper associata alla confusione sulla realtà dei suoi sentimenti verso Edward e disarmante.
Sei riuscita a essere un sacco di cose con questi due...
Bravissima!!!
Ti meriti i miei 2 punti!!!
Monica
Assegno 1 punto a questa storia,coraggiosa ed innovativa.Ben scritta anche in rapporto al tema trattato ed alle scene esplicite.Paola P.
RispondiEliminaAssegno 1 punto a questa storia per :
RispondiElimina- essere stata la mia prima volta come storia M/M e in particolare Edward/Jasper;
- la giusta dose di sport, tema del nostro contest
- il rapporto quasi ossessivo di Jasper nei confronti dell'oggetto del suo desiderio.
Brava ancora e grazie :*
ahahahahahahahaha!! sei pazzaaaaaaaaaaaa???? hahaahahhaahahahah!! vojo morììììììììì!!!
RispondiEliminaAll'inizio pensavo che il pov era di Bella lesbica!! ahahahahahahahah!!
Hanno ragione tutte! è wow! E per diversi motivi! E' molto ben scritta, scorrevolissima e piacevole e il sesso cara mia è SPETTACOLARE! Brava, vedi i porno slash... mmmmh... quando scopro chi sei so' cazzi tuaaaaaaaa!! ahahahahahahahahaah!!!
C'è una cosa che non condivido e mi permetto di dirla a meno che tu non sia maschio, sportivo e gay: io non credo sia così automatico che i gay scopino perchè portati dalle circostanze, io ho tanti amici gay e uno è pure un giocatore professionista (di baseball però (solo lui poteva sceje uno sport così distante da noi)) e quando due uomini o due donne iniziano una relazione o hanno anche un'avventura è perchè... sono gay e basta e al contrario di quello che la gente pensa, i gay sono tanti quanti gli etero e le relazioni nascono ovunque a pari numero, nascoste o meno. Ma ti assicuro che mi è piaciuto moltissimo il modo di esporre il sentimento, la confusione e l'ossessione. Non riesco a digerire il tradimento, ma quello proprio non riesco a digerirlo in tutte le sue forme e dimensioni, è una cosa personale, ma in questa storia il tradimento ci sta bene perchè Jasper è confuso, ama entrambi, anche se je toccherà sceje e io sono TEAM EDWARD!!! Non lo posso certo biasimare! :D
Complimenti! Grazie di aver condiviso la tua storia con noi e ... in culo al lupo!!!
-Sparv-
p.s. Culi di Edward ovunque in questo contest!! Abbiamo sbagliato titolo!!! ahahahahahahahahahahaahh!!!!
Bellissima questa storia.
RispondiEliminaNon è da tanto che mi sono avvicinata alle storie M/M ma da quel momento me ne sono perdutamente innamorata e tu sei stata bravissima.
Ho apprezzato molto il fatto che abbia voluto inserire qualche difficoltà tra i due senza dare immediatamente il lieto fine. Mi ha fatto impazzire il discorso di Jasper ubriaco che si dichiara senza saperlo. Le scene di sesso sono erotiche e coinvolgenti, il calore che emanano si sente ben fuori dalla pagina.
Un po' meno il tenere in piedi le due storie, ma anche quello ci sta. Jasper ama entrambi e non fa una scelta da una parte o dall'altra.
Complimenti, davvero bella.
Non ho niente contro gli omosessuali ma le Slash non sono il mio forte, lo ammetto!
RispondiEliminaE ammetto che nonostante tutto questa os mi è piaciuta moltissimo e mi ha fatto venire tante di quelle vampate che non hai idea!
Non so tu... ma io vorrei tanto infilarmi in mezzo a questi due e scoparmeli entrambi come se non ci fosse un domani!
Edward e Jasper... i miei maschioni!
;)
Ho un debole per questi due e vorrei tanto che questa os diventi una Long... è bellissima e scritta benissimo!
E soprattutto vorrei toccare ancora i loro meravigliosi culi!
Grazie per averla scritta e condivisa =)!
Un bacio ♥!
Mia cara Simona mi dspiace dirtelo ma il menage a trois di DIRITTO spetta a ME erchè sono stata IO la prima a tirarlo in ballo...al massimo ti dò l'occasione di sfiorare il culo di James o Emmett solo perchè ti voglio bene ;-)
EliminaUh, è la prima volta che leggo una cosa del genere e, devo farti i miei più sinceri complimenti per l'originalità!
RispondiEliminaMolte ragazze, a cui piace scrivere di coppie omosessuali magari non lo fa per paura che la storia non possa piacere, quindi mi chiedo sempre; ma perché tutti sti pregiudizi! Non se ne può più!
Mi è piaciuta, molto tenera e sincera.
Questa è una delle storie che mi ha preso tantissimo, non lo immaginavo!
Brava!
Roby <3
Inutile dire che ho trovato questa storia mooooltoooo calda ed è stata necessaria una doccia fredda per tornare alle temperature ottimali.
RispondiEliminaVeramente scritta bene, mi è piaciuta molto anche se a causa della conformazione delle OS molti punti rimangono incompiuti, come che decisione prenderà Jasper nei confronti di Alice.
La cosa che mi blocca non è tanto il fatto di aver narrato di una coppia omosessuale, ma è l'immaginarmi LUI gay....
Da donna penso che sarebbe uno spreco....
Comunque voglio farti i miei complimenti, sei stata veramente brava e coinvolgente!!!
Ciao Samu
brava perché hai osato fare un cambiamento, ma Eddy omosessuale è difficile da immaginarsi...
RispondiEliminaila cullen
Questa è una delle storie che più mi hanno colpita in questo contest e non soltanto per il tema affrontato. E' scritta molto bene e racconta con molta disinvoltura di un amore grande che fatica a trovare una sua collocazione in una società normalmente etero. Ho amato Jasper in modo viscerale, quasi più di Edward ( ma quasi)...e la descrizione del sentimento che sconvolge la sua mente e tutta la sua esistenza è molto ben congegnata e di effetto. Il sesso tra i due è favoloso, come sempre lo è quando si fa ALLLAMMORE. Mi ha coinvolto emotivamente e leggerla è stato un vero piacere.
RispondiEliminaSei una grande.
VOTO 2
Storia fantastica! Ho amato la scelta del tema affrontato (finalmente una slash!), lo stile narrativo impeccabile, sicuro e coinvolgente, la caratterizzazione insolita dei personaggi (finora nelle slash che ho letto era sempre Jasper il soggetto più disinibito e intraprendente) e il finale aperto che apre davanti mille scenari possibili e niente affatto scontati. Complimenti anche per la maestrìa dimostrata nella descrizione delle scene hot: sono assolutamente favolose! Non so chi sia l'autrice di questa perla ma non vedo l'ora di scoprirlo per poter leggere le altre sue storie (se non l'ho già fatto!)
RispondiEliminaVOTO 1
Wow, una delle storie più hot di questo contest! Decisamente eccitante senza essere volgare! Mi è piaciuta molto e ti ringrazio per avere affrontato un tema che sembra facile ma non lo è.
RispondiEliminaVoto 1
Stefania Rossi
Sei stata bravissima nello scrivere questa storia, ed hai reso la parte hot, veramente bene. Ma Edward gay, no, non ce la posso fa! Sarebbe uno spreco troppo, troppo grande! Ma a parte questo sei stata bravissima.
RispondiEliminaWoooooowwww!!!
RispondiEliminaChi mi conosce da che io amo le storie M/M e dunque qui c'è...pene per i miei denti! Ahahahahahahaha!!!
Bravissima l'autrice! Davvero carino: sentimenti descritti, storia, sesso, anche finale aperto, il più. Redini le possibile!
Mi è piaciuta tanto!
Aspetto di leggerle tutte per assegnare il voto ma.... Brava brava brava intanto!!
Ahahahahahah!!!
EliminaMa cosa ho scritto??
Sa non da
Il più credibile possibile non "il più.Redini le"
Uffa!!!!
Per il seguito o l'aggiunta definitiva dell'epilogo vorrei suggerire e/o meglio rimarcare/ricordare all'autrice la MIA l'idea del menage a trois come protagonisti ovviamente IO,EDWARD e Jasper..Appena scopro chi sei aahuahauhauhaua :-D
RispondiEliminaDecisamente sorprendente !! E' il secondo racconto MM che leggo dopo Qhuinn e Blay e ancora non sono riuscita ad abituarmi all'idea. Di certo hai avuto un coraggio immenso a proporla e dalle descrizioni sembri a tuo agio.... la scrittura è veloce, incendiaria, ricca di passione. Triplo complimenti per te !!!! Solo... ma davvero nei spogliatoi e nei ritiri sono tutti così.... bisognosi di sesso?? La cosa da donna mi spaventa...povera Alice !!! Luisa
RispondiEliminaAccidenti che caldo :-) non avevo mai letto niente del genere e sono rimasta particolarmente sorpresa :-)
RispondiEliminaMi domando se tutto questo accade davvero nei ritiri sportivi...
In tutto questo però, mi dispiace per Alice, povera piccola!!!
Sei stata molto coraggiosa nel proporre questa storia...
Un applauso per te!!! <3
Bella storia, non scontata e sorprendente, brava!
RispondiEliminaA te do un punto per l'avere avuto l'idea di mettere in scena una M/M con i fiocchi! Scritta bene, mi ha presa moltissimo tutta la parte di tormento psicologico di Jasper e il sesso (che non è affatto semplice da rendere in modo carnale senza cadere nel ridicolo o nell'eccessivo). BRAVISSIMA 1 PUNTO PER TE!
RispondiEliminaBrava per la scelta di un argomento non facile ed inusuale. Le scene di sesso tra i due sono Hot ma non cadi mai nel volgare e credo che possa piacere anche a chi non conosceva le storie slash. Si parla tanto di omossesualità nello sport ma rimane ancora un tabù a causa di bigotti incartapecoriti! L'ho fatta leggere ad un mio amico gay e ti ha contestato il ti amo detto troppo velocemente, che non tutti i gay sportivi sono assatanati di sesso, e il tenere in ballo 2 storie con la scusa del ti amo, perchè c'è sempre uno a cui tieni di più! Complimenti
RispondiEliminaSe non siamo già amiche, lo diventeremo!!!!! Hahahahha meravigliosa storia.... Hai reso veramente bene, l'ossessione, il tormento, il sentimento ed il rapporto carnale fra loro. Sono stata piacevolmente colpita!!!!
RispondiEliminaBrava!!!
Eccomi a dare il mio ultimo punto. Voto 1 per te! Coraggiosa a trattare il tema M/M che mi garba assai ...... Il mio plauso per questo! Brava
RispondiEliminaNon ho mai letto una M/M nè mi posso immaginare Edward dall'altra parte, però mi è piaciuta molto questa storia per come hai trattato l'amore in un possibile futuro menage a trois, che non è poi così distante da molte realtà. Credo ci siano molti uomini che scelgono una doppia vita come fa Jasper.
RispondiEliminaVOTO. PUNTI 2
JTP