FIFTY SHADES OF FF - 2ND CONTEST

FIFTY SHADES OF FF - 2ND CONTEST

martedì 10 giugno 2014

TENTAZIONE






Tentazione

«Alzati pigra!» Rose era in panico da gara e continuava a scuotere la sorella affinché si decidesse a scendere dal letto e a prepararsi per raggiungere Villa Dei Reali dove si sarebbe tenuto l’annuale concorso ippico per principianti della contea di Sussex. Si erano trasferite nel New Jersey in tenera età, quando la madre aveva perso la vita in un tragico incidente e Charlie, il loro padre, aveva sentito il bisogno di ricominciare una nuova vita lontano da Washington e dai tristi ricordi. Avevano vissuto un’infanzia serena e Charlie non aveva fatto loro mancare nulla. L’equitazione per Rose era diventato un chiodo fisso. 
Era stata proprio Isabella ad avvicinarla a quel mondo, assecondando la passione del cugino Jasper e la folle idea di lui di far diventare le sorelle gemelle delle giovani campionesse di salto ad ostacoli. Questo era avvenuto tre anni prima, quando avevano diciassette anni appena compiuti e, lungo il corso di quegli anni, Isabella aveva deciso di abbandonare quel pericoloso sport per dedicarsi con più impegno al proprio studio per diventare designer. Rose in groppa a quegli animali, così elegantemente maestosi, sembrava al contrario aver realizzato il suo sogno più grande e gli studi erano divenuti per lei l’ultimo pensiero. Jasper, per un breve periodo di tempo, aveva seguito Rose insegnandole le basi dello stare in sella, ma lei aveva insistito per avere lezioni da qualcuno di più preparato, così Jas l’aveva accontentata affidandola ad un istruttore di federazione che, dopo un anno di allenamenti estenuanti, l’aveva aiutata a superare l’esame per il patentino di primo grado. Poco dopo quel tale le aveva venduto anche il proprio cavallo, condannando lei e Charlie ad avere un nuovo membro di sette quintali in famiglia. Tyson Dubbinout.
«Ma non è un po’ presto? Che ore sono?» Isabella era raggomitolata tra le coperte che durante la notte erano divenute un ammasso informe.
«Sono le sette. Devo essere lì almeno due ore prima della gara, dai spicciati. C’è l’iscrizione da compilare, Tyson da preparare, il percorso da studiare e…Edward mi aspetta.»
«ok! Ok! Prendi fiato, ho capito.» Isabella conosceva sua sorella abbastanza da capire quando stava esagerando e in quel momento si dimostrava  decisamente eccessiva.
«Pensandoci bene non sono sicura che venire a vederti sia una grande idea.» Bofonchiò girandosi dall’altra parte.
« Me l’hai promesso, Bella.»
«Non è affatto vero, mi hai implorata in ginocchio. Chiama Emmet.»
«Met non può venire a darmi una mano oggi. E’ impegnato con suo padre e quel suo cavolo di campagna elettorale e io sono troppo agitata per fare tutto da sola.»
«Non c’è il tuo Edward?» Il tono era volutamente ironico e subito Rose reagì urlandole contro.
«Insomma basta, lo sai che ho bisogno di te, lui lascialo stare oggi, ok?»
«Ulalààà, il capo non si tocca.» Si mise a sedere sul letto stirando i muscoli delle braccia e sbadigliando rumorosamente a bocca spalancata. Era una delle sue abitudini mattutine e niente le avrebbe impedito quel rito liberatorio. Rose invece era una “perfettina” e ogni volta che si trovava costretta ad assistere ai modi sgradevoli della sorella pareva disgustata come se avesse visto un ragno grosso e peloso. Erano sorelle gemelle sulla carta, ma per tutto il resto non avevano proprio nulla in comune. Rose era bionda e raffinata, con grandi occhi blu come la loro madre ma, al contrario di lei, era narcisista fino all’eccesso. Appariva sempre in ordine e adeguata ovunque andasse e, qualsiasi capo di vestiario decidesse di indossare, sembrava sempre appena uscita da Vogue Donna. Anche con cap, stivali e frustino compresi. 
Perfect style lo chiamava.
Isabella invece era un maschiaccio sia nei modi che nel linguaggio, ma l’aspetto era quello di una magnifica e dispettosa gatta a pelo lungo. I capelli scuri sempre sciolti e selvaggi e la carnagione chiara facevano da cornice a grandi occhi scuri e profondi che brillavano ad ogni sguardo. Era forte ed atletica per natura, ma pigra e dormigliona come lo era suo padre. Amava la propria indipendenza e, sebbene avesse molti corteggiatori, l’unico a cui permetteva di starle vicino era il suo vecchio amico Jacob che più che un amico era un “compagno di merende”. Insieme avevano frequentato le scuole primarie e il liceo, mentre per il college ognuno aveva seguito le proprie aspirazioni.
«E se Jake venisse con noi?» Alzò la voce perché Rose la sentisse giù in cucina.
«Per me va bene, purché vi spicciate. Sono già in ritardo per colpa tua..» Stava mangiando qualcosa e la sua voce era impastata.
«Va bene , ora lo chiamo e gli dico che ci passi a prendere lui col coupè. Va bene?» 
Avvertì i passi pesanti di Rose salire di corsa le scale e affannata fare capolino sulla porta spalancata della sua camera.
«Secondo te il cavallo come ci va in villa? Galoppando per i cazzi suoi?» 
Si voltò stizzita e, calciate le ciabatte contro la scarpiera in corridoio, entrò in camera sua sbuffando. Isabella rimase un attimo interdetta e poi disse soltanto: «Vero!»
«Il van è già agganciato al pick-up. Passiamo in maneggio, carichiamo Tyson e partiamo. Il resto è già tutto stipato nel bagagliaio da ieri. E adesso muoviti o me ne vado senza di te.» 
«Non è un’idea malvagia.»
«Bellaaaa!!!»
«Ok, Ok, come non detto. Mi butto in doccia e poi andiamo.»
«Ti do cinque minuti.»
«Che rompipalle sei stamattina, Rose.»
Fece come sua sorella aveva chiesto e mezz’ora più tardi stavano parcheggiando nei pressi della villa che ospitava il concorso. Jake le avrebbe raggiunte in tarda mattinata, impegnato a smaltire una sbornia colossale che la sera precedente si era procurato uscendo insieme agli amici.
«Non credi sia il caso di avvicinarci? La gara si terrà dall’altra parte del parco.» Isabella era ancora mezza addormentata e camminare fino a lì le pareva un’impresa impossibile.
« Non ci conviene. Il campo prova per riscaldare i cavalli è qui accanto e per almeno tre ore non potremo avvicinarci al campo gara. Mi chiamerà Edward quando sarà il mio turno, intanto ci prepariamo ok?»
«Ok. » Si era già pentita di essersi lasciata convincere a seguirla in quell’impresa. Si stava annoiando ancora prima di scendere dal furgone. Lo aveva fatto per un anno intero quando Jasper ancora gareggiava e le costringeva a seguirlo e non era sicura di voler affrontare nuovamente un’altra giornata come quelle. Per rilassarsi si era portata da casa la valigetta con le attrezzature fotografiche che le aveva regalato suo padre. Era una passione scoperta di recente che la incuriosiva e dalla quale era molto affascinata. Era sua intenzione cercare di ottenere qualche scatto decente durante le gare in programma. 
Trovarono una sistemazione al cavallo e insieme lo prepararono agganciando i finimenti e stringendo al minimo il sottopancia della sella. Dopo appena venti minuti cavallo e amazzone erano tirati a lucido e pronti per l’evento.
«Senti Bella, io dovrei vedermi un attimo con Edward, gli devo chiedere un paio di cose, ma al cellulare non risponde. Potresti gentilmente cominciare a far passeggiare Tyson mentre lo vado a cercare in zona gara?»
«Quanto ci metti?» 
«Non lo so, una mezz’ora forse… o poco più.»
«Che palle!» Conosceva la sorella abbastanza da sapere che mezz’ora poteva trasformarsi in un tempo illimitato, quindi vedeva inevitabilmente sfumare i propri propositi di fotografa.
«Faccio in fretta, te lo prometto. Anche perché devo montare Tyson  qui sul campo prova, ci stai?»
«Sembra quasi vero.»
«Ti giuro che torno subito, ok?» 
Bella annuì senza risponderle e afferrate le briglie indirizzò il cavallo lungo i bordi del prato, dove già altri concorrenti stavano facendo camminare i propri animali.
Si guardò intorno notando quanto fossero di età diverse i cavalieri. L’equitazione era uno sport senza tempo, come il golf o il tennis e accoglieva personaggi di ogni genere e livello sociale. Ciò che li accomunava era la passione, senza la quale i risultati, in quella disciplina, erano impossibili da raggiungere. Bella amava quegli animali ed aveva acquisito un discreto livello come cavallerizza, ma, come per molte altre attività sportive tentate fin da bambina, dopo un po’  la noia prendeva il sopravvento. Era istintiva e non riusciva ad obbedire a nessuno.
Molte delle ragazze che frequentavano la sua vecchia scuola di equitazione erano lì con i loro istruttori e, posando lo sguardo da uno all’altro, si chiese che aspetto avesse l’Edward che sua sorella nominava dall’alba al tramonto asfissiandola. Quando Rose si era iscritta al “Circolo ippico Le Fontane” Isabella aveva già smesso di montare a cavallo da un po’ e, nonostante la sorella insistesse, non era mai passata a dare un’occhiata al nuovo maneggio e tantomeno al suo nuovo istruttore.
Faceva molto caldo nel mese di luglio nel Sussex e Isabella  si era sempre chiesta chi fosse l’astuto individuo che aveva scelto un periodo simile per un concorso ippico, quando in autunno le temperature miti avrebbero reso i cavalli meno nervosi e l’evento più piacevole per tutti.
Dopo quasi dieci giri di campo Isabella moriva di sete ed era madida di sudore. Dopo aver legato Tyson alla staccionata, si diresse alla fontana per bere un po’ d’acqua. Sollevando gli occhi dallo zampillo trasparente e fresco vide arrivare Rose di corsa,  tutta agitata e dietro di lei, a poca distanza, un uomo sulla trentina con la sigaretta in una mano e nell’altra un frustino consumato. Indossava occhiali a specchio con la montatura nera e gli abiti da equitazione erano dello stesso tetro colore. Gli stivali in pelle erano coperti di polvere e la maglietta, aderente e con le maniche arrotolate, era bagnata di sudore sul petto. Ciò che la colpì fu la statura dell’individuo e il contrasto di colore tra la pelle bronzea e i capelli imbionditi dal sole. Erano ben curati, tagliati corti sulla nuca e lasciavano in evidenza le linee dure del viso, che sembravano non conoscere il sorriso. Passava accanto ad altre persone ignorandole e continuava a picchiare il frustino sullo stivale destro con colpi secchi, infastidendo gli animali condotti al passo dai loro padroni che continuavano la processione intorno al campo. Rose aveva trovato Tyson legato e, senza fare una piega, il fantomatico istruttore l’aiutò a montarci sopra sollevandola. Strinse il sottopancia regolando la fibbia e dopo aver dato un sonoro colpetto al collo di Tyson passò il frustino a Rose indicandole il recinto di allenamento.
Sembravano non essersi accorti di lei, così poté osservarli indisturbata.  Rose era eccitata e sembrava pendere dalle labbra del suo adorato Edward che tutto sembrava fuorché gentile e premuroso come sua sorella aveva sempre sostenuto che fosse. Sotto al sole cocente del mattino egli sembrava non turbarsi delle temperature asfissianti e continuava a gesticolare, mentre impartiva ordini a più ragazzi del suo corso. 
Isabella non aveva nessuna voglia di conoscerlo, anche se aveva promesso a Rose che l’avrebbe incontrato, così si allontanò verso il pick-up per prendere la macchina fotografica e lo zoom nuovo. Armeggiò per qualche minuto finché l’obbiettivo non ruotò incastrandosi nella sua sede con un sonoro click. 
Era pronta per lo scatto perfetto e provò il funzionamento del suo nuovo acquisto puntandolo in direzione del campo dove la sorella stava passeggiando con Tyson. Tutti i dettagli delle persone e degli animali in movimento le parvero essere vicini all’occhio, da quanto erano nitidi e precisi e, con il filtro in dotazione, i colori risultavano essere più vivi e luminosi. Allargò il campo visivo ruotando l’obbiettivo con la mano sinistra, mentre la destra sosteneva l’apparecchio pronta a scattare e ad imprimere un preciso istante. 
Visualizzò sua sorella che trottava e la seguì puntando l’occhio dentro all’obbiettivo. Realizzò due scatti di prova e li esaminò di seguito sul piccolo schermo della fotocamera. Non era soddisfatta, ma decise di conservarli lo stesso. Selezionò l’opzione per le figure in movimento e sollevò nuovamente l’obbiettivo. Si avvicinò al recinto e vi appoggiò i gomiti per avere mano più ferma. Zummò  a caso e si ritrovò il volto di Edward come se lo avesse a pochi centimetri dagli occhi. Sobbalzò, ma rimase a fissare dentro la piccola finestra dietro la quale era certa di non essere vista. Il giovane era di profilo e si stava lisciando indietro i capelli bagnati di sudore. La mano di lui si era fermata sul collo per massaggiarne la muscolatura, evidenziando quanto fossero lunghe ed eleganti le sue dita.
Osservò il prezioso orologio che aveva al polso, la peluria bionda che copriva i muscoli dell’avambraccio e in quell’attimo Edward voltò la testa nella sua direzione.   Egli abbassò lentamente gli occhiali facendoli scivolare sul naso e, puntando gli occhi su di lei, la lasciò senza fiato. Il dito di Isabella, appoggiato al pulsante, premette per errore e la macchina scattò almeno una decina di foto a raffica. 
Non era certa che l’istruttore di Rose fosse al corrente della sua presenza e quindi riteneva improbabile che avesse puntato gli occhi si di lei di proposito. Poi era lontano almeno una trentina di metri e non poteva essersi accorto che qualcuno lo stesse fotografando. Questo la tranquillizzò, anche se il turbamento non l’abbandonava. Si girò dando le spalle al campo e diede una ulteriore occhiata agli scatti appena effettuati. 
Rimase folgorata. 
Scorrere le immagini velocemente era come guardare un film in miniatura e il primo piano dei suoi occhi era quasi doloroso da guardare. Il verde intenso delle sue iridi era messo in evidenza dal candore del resto dell’occhio e le ciglia lunghe e scure donavano un espressione dolce e selvaggia allo stesso tempo. Il resto del volto era una maschera di gelo e l’insieme era davvero inquietante. Quel tipo le ispirava antipatia a pelle, anche se il suo aspetto era da capogiro. Non le erano mai piaciuti i tipi pomposi che ostentavano la loro fisicità come fossero padroni della Terra. Immaginò pure il tono della sua voce, fastidioso e arrogante, rendendo ancora più forte il suo desiderio di evitare ogni contatto. Sua sorella poteva anche aversene a male, ma non era un problema che riguardava Isabella.  Se ne sarebbe fatta una ragione.
Si allontanò senza più girarsi, puntando dritta ai campi di gara. Il tratto che la separava dalla meta le servì per ritrovare il controllo delle proprie emozioni. 
Si divertì per quasi un’ora a scattare foto ai partecipanti della prima gara, posizionandosi di volta in volta in punti diversi che le offrivano differenti visuali.
La gara finì e fu annunciata la successiva. 
Dal fondo del prato vide avvicinarsi sua sorella su Tyson che, anche se lontano, si distingueva dagli altri cavalli. Era un baio color caramello, alto al garrese almeno dieci centimetri più degli altri e il suo passo era regale e molto accentuato. La folta criniera era ben curata e luminosa come il pelo del manto. Era un esemplare bellissimo. Edward camminava al suo fianco e le parve quasi avere la stessa stravagante andatura. Flessuoso quanto l’animale, sembrava anch’egli brillare tra la folla come un diamante nero.
“Sbruffone” pensò senza riuscire a staccargli gli occhi di dosso. 
Era il momento di visionare il percorso a piedi con l’istruttore e Rose aveva bisogno di qualcuno che le tenesse il cavallo per qualche minuto. Isabella vide sua sorella cercarla disperatamente tra la folla e, incapace di stare a guardare  e di fregarsene, si alzò incamminandosi nella sua direzione. Rose la vide arrivare e la chiamò a gran voce.
«Bella, ho bisogno di te!»
«Lo so, eccomi!» Sussurrò tra sé la risposta, infastidita di non avere scelta e di dover per forza confrontarsi con quel borioso ed enigmatico individuo.
Edward la vide arrivare e non le concesse che un breve sguardo prima di rivolgersi a Rose. 
«Ora vediamo di raggiungere gli altri e di capire cosa ci aspetta. Non dovrebbero esserci grosse difficoltà, stai tranquilla e fai quello che ti dico io.» Rose scese da cavallo scivolando di lato sulla sella e lui la prese al volo appoggiandola a terra con delicatezza.
«Bella che fine hai fatto? Ti avevo chiesto una sola cosa, non mi sembrava così difficile. »
Edward intervenne prima che Isabella potesse risponderle.
«Ora sbrighiamoci Rosalie o non avremo tempo sufficiente per studiare tutto il percorso.» Stringeva le redini di Tyson e inchinandosi leggermente le porse a Isabella che non credeva alle sue orecchie. L’uomo aveva una voce suadente e dal tono carezzevole, molto diversa da quella che aveva immaginato guardandolo a distanza. Era gentile e dolce, mentre le movenze secche e decise suggerivano ben altro. Immaginò il suo sguardo dietro allo specchio delle lenti e ringraziò il cielo che non li avesse tolti mettendola a disagio.
«Tieni». Afferrò con delicatezza la mano di Bella e vi infilò le redini del cavallo. Poi la richiuse tra le sue inglobandola  fino a farla sparire. «E’ tutto tuo.» 
L’ombra di un sorriso gli aveva arricciato le labbra e quelle poche parole sussurrate l’avevano sciolta più del caldo soffocante. Bella finse indifferenza e annuendo sfilò la mano da quella gabbia morbida.  Edward si girò senza dire altro, incamminandosi da solo verso il percorso. La ragazza non poté fare a meno di guardargli il fondoschiena. Era perfetto anche quello.
«Che stronzo!» Disse Bella rivolgendosi a Rose.
«E’ un amore invece. »
«Beh, te lo lascio volentieri.»
«Ci mancherebbe, ne sono felice.» Partì trotterellando verso di lui che giocò a colpirla scherzosamente col frustino. Non era chiaro il carattere di quell’uomo. Sembrava cambiare espressione con la velocità di un pensiero e aveva l’insolenza di chi ha un’esagerata opinione di sé. Le era venuta voglia di urlare per il nervosismo represso, ma Tyson sollevò la testa di colpo e quasi la fece cadere a terra.
«Mettitici anche tu adesso.» Inveì contro il cavallo che nitrì sommesso, spruzzandole del muco in  faccia.
« Che schifooo…» Era troppo. Tutti la guardavano e il suo volto divenne paonazzo per la vergogna e la frustrazione. Represse ogni emozione, come ben sapeva fare e accarezzò la bestia sulla fronte.
«Scusa bello, è chiaro che tu non c’entri niente. Come fai a sopportare quel…. io proprio non lo so.»
La macchina fotografica si era spenta e la lasciò appesa al collo dondolante. Si permise di guardare in direzione del campo, cercando di localizzare il “bipede borioso” e come se l’avesse chiamato egli brillò nel gruppo, sovrastando gli altri e dispensando consigli e avvertimenti. Sentiva il caldo suono della sua voce anche da lì e si maledì per l’effetto che sortiva su di lei.
Quando ebbero terminato il giro di campo i concorrenti uscirono dal recinto, mentre gli istruttori si raccolsero sotto alla tribuna della giuria per confrontarsi tra loro. 
Una donna molto alta e dalle forme prorompenti si era avvicinata ad Edward e sembrava avere una confidenza maggiore rispetto agli altri che si erano rivolti a lui. Lo prendeva sotto braccio e rideva come una sciocca anche se lui non la degnava di uno sguardo e preferiva intrattenersi invece con un uomo alto la metà di lui e in uniforme dell’esercito.
Alcuni partecipanti alla gara indossavano la medesima divisa, ma non erano veramente appartenenti all’arma. Mettevano soltanto a disposizione le loro capacità, quando erano chiamati a farlo. 
La donna doveva essersi innervosita per il comportamento di Edward, tanto da trascinarlo da parte per discutere animatamente. Lui era di gesso. Serrava la mascella e pareva sul punto di esplodere, ma non avvenne. Abbassò lo sguardo a terra e dopo un sospiro annuì e la seguì arrendevole.
Isabella rimase colpita dal suo atteggiamento e dal teatrino cui aveva assistito, ma preferì non chiedere nulla a Rose che stava correndo verso di lei per recuperare il suo cavallo.
«Tocca a te?»
«Sì, sono la prima concorrente in gara. Me la sto facendo sotto.»
«Andrà tutto bene, lo ha detto anche il tuo capo, no?» Unì le mani perché Rose potesse infilarvi il piede e la spinse in alto per permetterle di mettersi in sella.
« Lo spero tanto. Incrocia le dita per me.»
«Tranquilla, in bocca al lupo sorella.»
«Crepi tra le fiamme dell’inferno, il bastardo.» Era il loro scongiuro che usavano fin da bambine e Rose era convinta fosse potente quanto un talismano.
La mattinata trascorse serenamente. Rose aveva conquistato la seconda posizione e ritirato la coccarda davanti ai giudici. Edward sembrava essersi dissolto nel nulla e Isabella si rilassò, godendosi l’aria fresca che aveva portato sollievo in quella fornace.
Di Jake non  vide manco l’ombra, ma sapeva di doverselo aspettare. Quando si ubriacava si gettava sul letto vestito ed era tanto se ricordava di respirare.
Tornarono a casa prima del tramonto e dopo una doccia si infilarono a letto chiacchierando attraverso il muro che divideva i loro letti, finchè non si addormentarono.
Il mattino seguente, ancor prima che sorgesse il sole Isabella si era svegliata di colpo ansimante. Le guance arrossate e  il fiato corto si sentiva eccitata oltre ogni ragionevole limite. I pantaloni del pigiama erano bagnati tra le cosce e sentiva la lingua farle male alla base come se l’avesse tirata fuori per troppe volte.
Qualche minuto per riprendersi e ricordò il sogno che l’aveva impegnata a più round durante la notte.
«Cazzo.» Disse tra sé posando le dita sulla bocca. 
Aveva sognato di avere rapporti di ogni tipo con “il pezzo di stronzo” e ricordava dettagliatamente ogni suo muscolo contrarsi, mentre affondava in lei senza mai fermarsi. Ricordava, quasi vergognandosene, la foga di lui e l’impeto con il quale le sbatteva il suo enorme membro fino in gola. Ecco spiegato il motivo del dolore alla lingua. Si sfiorò il seno, ricordando come l’avesse colpita col frustrino e le parve di sentire sotto le dita i segni sulla pelle ferita. Sollevò il pigiama, ma il suo seno era integro e perfetto. Tirò un sospiro di sollievo, ma al tempo stesso quel ricordo la turbò. Era stato del sesso spaziale e ripensare agli occhi di lui che la sfidavano pompando in lei senza sosta la eccitò di nuovo.
«Trapanetor.» Si ritrovò a sorridere del soprannome che gli aveva affibbiato. 
Si alzò e si diresse al bagno appena fuori dalla sua stanza. Aprì la porta e trovò Rose nelle sue stesse condizioni.
«Che ci fai tu qui a quest’ora?»
«Niente. E tu?»
«Niente, perché?» Si guardarono entrambe da capo a piedi ed esplosero a ridere senza conoscerne la ragione. 
«Spostati che faccio la pipì dai, mi hai fatta morire di spavento. » Isabella ruppe quell’imbarazzante quadretto tornando alla solita complicità che le accomunava. Rose si mise davanti al lavandino guardandosi allo specchio. Osservava la sorella riflessa nel vetro, lavandosi le mani.
«Che ne pensi?»
«Di che cosa?»
«Di lui. » Isabella finse di non capire, ma il solo pensiero della notte di fuoco che aveva appena trascorso nella sua fantasia la fece quasi gemere.
«Lui chi?» Afferrò la carta igienica e si pulì, soffermandosi ad analizzare la carta igienica prima di gettarla nel water.
« Lo fai ancora? Ma che schifo? » Isabella rise e se ne fregò. Si alzò e mise pure lei le mani sotto al getto d’acqua. Entrambe guardavano l’altra attraverso il riflesso dello specchio. 
«Di Edward, scema.»
«Oh, lo stronzo intendi.»
«Dai smettila. Parlo sul serio.»
«Beh, anch’io.»
«Ti sta proprio così antipatico?»
«Peggio, non lo sopporto proprio. E’ arrogante e si muove come se ce l’avesse solo lui in mezzo alle gambe.» Rivide il poderoso ospite che egli nascondeva tra le gambe scivolarle in bocca e le sfuggì un lamento.
«Che hai?»
«Niente, un po’ di raucedine in gola.» Altro che raucedine. Bella sognava di sentirlo scivolare ancora…e ancora…e ancora. Deglutì e sospirò allo stesso tempo quasi strozzandosi.
«Comunque mi ha detto che vorrebbe che al prossimo concorso partecipassimo entrambe. Gli ho detto che sei brava quanto me e vorrebbe che ti unissi alla squadra di noi principianti.»
« Sei pazza? E quando te la detto?» Non sapeva se infuriarsi o esserne felice. Tutto in lei era stravolto da quelle immagini che le si riproponevano senza sosta lasciandola spossata.
«Prima di andare via con Tania, la padrona del maneggio. E’ stato carino, no?»
«Tania? Alta, tettona, culo da paura?»
«Sì! Lei.»
« Hai capito il manzo. Se la fa con la padrona lui.»
«Hanno avuto una storia appena Edward si è trasferito qui a lavorare per lei, ma non è durata. Sono rimasti però in ottimi rapporti.»
«Proprio una bella storia.»
«Già!Allora cosa ne pensi? Verrai con me agli allenamenti?»
«Nemmeno se mi pagano, Rose.»
« Io ci ho provato. Dovrò dirgli che te la fai sotto dalla paura.»
«Che cazzo dici, lo sai che non ho paura di niente io.»
«Dimostralo.»
«Col cazzo!»
«Ma che hai oggi, sempre col cazzo in bocca, smettila.»
Isabella arrossì rigirandosi la lingua nella cavità orale indolenzita e la sorella si mise a ridere pensando provasse vergogna.
«Torna a dormire che è meglio.»
«E tu togliti quel cazzo di bocca. » Isabella si portò le mani alle labbra, quasi fosse comparso all’improvviso l’inopportuno e vigoroso “volatile”.
Rise sotto le lenzuola finché la sveglia suonò e dopo la doccia fu felice di riprendere la routine delle sue giornate.

Qualche giorno più tardi Rose chiese la macchina alla sorella per andare al maneggio, ma Isabella ne aveva bisogno per andare da Jake a cena e non gliela voleva prestare.
«La mia è a riparare Bella, non fare la stronza.»
«Non voglio fare la stronza, mi serve davvero.»
«Certo, come no! Chiedi a Jake di passare a prenderti.»
«Ha solo la moto. La sua auto è in concessionaria. Ha deciso di venderla.»
«Proprio oggi?»
«Non è colpa mia.»
«Allora accompagnami tu.»
« E dopo come torni?»
«Chiedo a Edward un passaggio sulla sua moto.»
«Pure.»
«Beh, che c’è di male?»
«Assolutamente nulla.» E invece la cosa la infastidiva parecchio.
« A che ora devi andare?»
«Alle diciotto. Fai in tempo a tornare e a prepararti con calma. Ti prego.» Guardò la sorella con i suoi famosi occhi da pesce lesso in calore e alla fine Isabella cedette.
«Ok, prendi la tua roba e andiamo, prima che cambi idea.»
«Siiiiiiì, faccio in un lampo. Tu aspettami in macchina.»
Qualche minuto più tardi la raggiunse e in breve tempo furono al maneggio. 
«Siamo in anticipo, ti va di conoscere i miei compagni?»
« Si era detto un passaggio e via o sbaglio?»
«Dai, non fare la preziosa. Sono tutti molto simpatici. Ti piaceranno. Fammi contenta.» Aprì la portiera della macchina brontolando e Rose sembrava aver vinto la lotteria. Amava stare con la sorella più di quanto desse a vedere ed era orgogliosa di presentarla a tutti i suoi amici.
La condusse verso la “club house” dove tutti quanti si riunivano prima di spostarsi nel maneggio coperto.
Salì la scala di legno che conduceva alla stanza di ritrovo e passando gettò lo sguardo nel corridoio parallelo.
Sul fondo c’era una stanza con la porta spalancata e all’interno c’era Edward, chinato in avanti che infilava gli stivali di pelle aiutandosi con un calzante lungo quanto la tomaia. Stringeva la sigaretta tra le labbra e le volte di fumo gli avvolgevano il volto accarezzandolo pigramente. Era tutto vestito di nero come la prima volta che lo aveva visto, ma non indossava gli occhiali.  Sistemate le calzature si era messo diritto, aggiustandosi vigorosamente l’ingombrante pacco, stretto nei pantaloni attillati. Si girò afferrando la sigaretta tra le dita e dopo aver raccolto una boccata di fumo, la tolse di bocca allungando il braccio lungo la gamba. La fissò per qualche istante penetrandola e, gettando fuori il fumo dalle narici, diede un colpo alla porta chiudendola e lasciando Bella come una cretina impalata sul pianerottolo. Si sentiva una spiona, ma era stato solo un caso.
Quegli occhi la uccidevano.
Rose non si era accorta di nulla ed era tornata a prenderla afferrandole il polso e trascinandola di fronte al gruppo raccolto intorno al tavolo.
Tutti la salutarono calorosamente, ma lei era come inebetita e non riusciva a pensare ad altro che a quegli occhi fissi su di lei. Ognuno di loro le aveva chiesto di unirsi alla squadra e iniziò ad insospettirsi che quel passaggio, così tanto implorato dalla sorella, fosse stato calcolato a tale scopo.
All’improvviso si fecero silenziosi e tutti puntarono gli occhi dietro di lei. Un brivido ruvido come carta vetrata le segnò il percorso dalla nuca alla punta dei piedi e ritorno. Era lui. Ne era certa. Era come intrappolata. 
« Non dovete insistere se Isabella non vuole unirsi a noi.»
Tutti vociferarono insieme cercando di convincerlo di quanto fosse invece una buona idea. Rose era persa a fissarlo. La odiò, pensando avesse architettato tutto a tavolino.
«Non sono in grado di aiutarvi ragazzi, sono parecchi mesi che non salgo in groppa ad un cavallo.» Disse Bella di getto.
«Non ci credo.»
La voce di lui era sempre alle sue spalle, ma più vicina. Sentiva vibrare la pelle dietro la nuca al richiamo mellifluo di quel suono. Miele e veleno erano mescolati insieme in pari misura e, il sapore che rimaneva in bocca nell’assimilare il cocktail, pareva droga. Un lacerante,  indulgente e malefico narcotico.
«Forse la nostra amica è spaventata.» Isabella odiava sentirsi dare della paurosa e si girò d’istinto trovandoselo ad un palmo da lei. La scrutava dall’alto della sua statura, scombussolando tutto il suo animo da gatta ribelle e riducendola ad un minuscolo micetto sparuto.
«Io non ho paura…di niente.» La bocca le rimase socchiusa. Nessuno dei presenti era riuscito a capire cosa avesse detto…tranne lui. La divorava con gli occhi piegando la testa da una parte. Lei seguì il movimento, come un serpente a sonagli segue il richiamo del suo incantatore. Poi Edward sollevò gli angoli delle labbra, dando vita al più bel sorriso che Isabella avesse mai visto in vita sua. 
Dov’era ora la sua macchina fotografica?Quello sì sarebbe stato uno scatto memorabile. 
«Fammi vedere cosa sai fare, cucciola.» Il nomignolo la mandò in bestia, ma al tempo stesso le aveva sconquassato il cuore. Lo aveva sussurrato appena, ma negli occhi di lui aveva letto la sfida che le aveva lanciato.
Quell’uomo era come una maledizione. O una benedizione…dipendeva dai punti di vista.
«Non ci penso proprio.»
«Fallo!»
« E perché dovrei.»
« Perché te lo chiedo io.»
«E come monto, in abitino e sandali infradito?»
Lui abbassò gli occhi accarezzandole il corpo con lo sguardo. Isabella sentiva il suo respiro calmo che sapeva di tabacco e di liquirizia avvolgerla come fosse una caramella da succhiare. Tornò a fissarla penetrante. Era da urlo.
«Non è una cattiva idea, se togli la sella potrebbe anche piacerti.»
«Fottiti!»
«Sta attenta o rischi di farti male…Bella!»
«Stronzo!»
«Fifona!»
«Fanculo!»
«Femminuccia!»
«Ah è così che la pensi? Ora ti faccio vedere io.»
«Sei bellissima.»
«Vaffanculo, falla finita.» Scese le scale seguita dall’intero gruppo che nel frattempo aveva assistito al siparietto senza fiatare. Rose stava davanti a tutti gli altri e non poteva credere a quello che stava succedendo.
Edward senza fretta aveva raggiunto il box di Tyson e lo aveva aiutato ad uscire afferrando le briglie. Aspettava calmo.
Come una pazza Isabella lo aveva avvicinato dopo aver girovagato a vuoto e strappandogli dalle mani le redini lo sfidò con lo sguardo.
«Sei sicura di volerlo fare?»
«Mai stata più sicura in vita mia.» Dicendolo slacciò il sottopancia e fece cadere di lato la sella. Tyson si innervosì e cominciò a scalpitare. Lei lo tenne fermo e strappando il tappetino sottosella balzò in groppa all’animale come un felino. Edward era sbalordito.
Pochi passi per allontanarsi dai presenti ed Isabella entrò galoppando sotto al tendone del campo coperto. Era come posseduta. Nessuno l’aveva mai fatta infuriare fino a quel punto e ora convogliava quel risentimento in energia pura che la attraversava confluendo nella morsa delle sue gambe avvolte all’animale.
«Bella non fare la scema.» Rose era preoccupata e voleva che quella stupida disputa avesse fine senza danni per nessuno. Era certa che sapesse bene cosa stava facendo, ma ugualmente l’umore di Bella la spaventava. 
«Sta tranquilla piccola, andrà tutto bene. Tua sorella è una forza della natura.» Rose, lo guardò, ma Edward non se ne accorse neppure. Era calamitato da quello che stava vedendo e la luce che gli brillava negli occhi fu come uno schiaffo in pieno viso per lei. 
Sospirò ferita al cuore e tornò ad assistere allo sfacelo di tutti i suoi sogni. Isabella aveva rovinato tutto, ma nonostante questo non le riusciva di odiarla. Era davvero una forza della natura…tutto ciò che lei non sarebbe stata mai. 
Edward camminò fino al centro del campo e, fermo in piedi, iniziò a impartire ordini per vedere di cosa fosse realmente capace quella pazza e splendida ragazza. 
Lei obbediva dando il massimo, senza staccare mai il sedere dalla schiena dell’animale. Sembrava nata per stare sopra quel cavallo e il suo galoppare selvaggiamente, coi capelli al vento,  le cosce nude e piedi scalzi, era la cosa più sexy che Edward avesse mai visto in vita sua. Si  accorse di avere un’erezione, ma lasciò che rimanesse in evidenza, quasi desiderasse renderne lei partecipe.  Le intimò di saltare l’ostacolo più alto e lei vi si gettò contro affrontandolo a testa alta. Volò seguendo il movimento della bestia, fluida e naturale come se lo avesse sempre fatto e lui dovette reprimere la voglia di saltarle addosso e di farla sua sul posto. 
Era finita. 
Tyson fu messo al passo e Isabella scese al volo afferrando le redini che aveva fatto passare sopra la testa del cavallo. Lo costrinse poi ad avvicinarsi all’uomo. 
Aveva il fiatone e le guance rosse per lo sforzo e gli occhi emettevano bagliori come fossero lance infuocate.
«Beh come vedi non c’è un cazzo di niente che mi faccia paura. E in quanto alla monta a pelo…- fece una pausa ad effetto - … credo sia piaciuto più a te che a me, visto come sei messo.» E puntò gli occhi dritto ai genitali di Edward che pulsavano procurandogli dolore. 
Era fantastica. E lui la voleva. Era stregato.
Isabella lasciò il cavallo nelle sue mani e, camminando impettita, uscì dal recinto avviandosi alla sua auto. Rose non ebbe il coraggio di avvicinarla e rimase a guardarla mentre sgommava lontano da lì.
Edward era in estasi. Niente lo aveva mai eccitato quanto lo spettacolo a cui aveva  appena assistito. Doveva assolutamente rivederla da sola per conoscerla meglio.
                                               ----sss----
Erano passati alcuni giorni quando Isabella accettò l’invito di Jake di uscire per una serata in discoteca. Non amava quei luoghi affollati, ma le piaceva tanto ballare e così aveva accettato. Era nervosa in quel periodo, perché “il bastardo” non voleva andarsene dalla sua testa.
Il Sevenrose era il locale più frequentato della contea e Isabella conosceva molte delle persone che lo frequentavano. Raggiunta la pista però non aveva guardato più nessuno e si era messa a ballare da sola, con gli occhi chiusi e i capelli che le accarezzavano il viso.
Edward era andato lì per sbronzarsi e per stare lontano da Tania che lo asfissiava con le sue inutili avance e, quasi fosse un dono del cielo, la vide. Era leggermente brillo e un po’ esitante si avvicinò a lei. Cominciò a ballare alle sue spalle, respirando il profumo intenso che emanava dal suo corpo sudato. Era straordinariamente bella. Forse ancor più di quanto la ricordava. Era stanco e aveva voglia di uscire di lì. 
Ma non senza di lei.
Erano giorni e giorni che si ammazzava di docce in solitaria per cercare di sopire l’eccitazione che il solo pensarla le procurava. Era la sua occasione di cambiare registro.
Afferrò il polso di Bella senza chiederne il permesso e la trascinò con sé sul retro. 
Isabella rideva, convinta che lui fosse Jacob e continuava a tenere gli occhi chiusi convinta fosse solo gioco. 
Edward l’afferrò attirandola a sé e la baciò con tutto l’ardore di cui fu capace. L’alcol lo rendeva più fragile e dopo due bicchieri diventava evidente quale fosse il suo vero carattere.
 Adorava fare sesso e sapeva durare delle ore, proprio per averne fino a scoppiare. Ma era esigente e a volte troppo violento, tanto da lasciare i segni sulla pelle delle sue amanti. Le metteva in ginocchio, impartiva loro ordini e gli piaceva sentirsi potente. Ma la sua natura, quella che nascondeva dietro all’atteggiamento da duro, era diversa.
Isabella rimase sconvolta quando si accorse di chi aveva davanti, ma non reagì come Edward si aspettava. Rimase immobile per qualche istante e poi pronunciò il suo nome e lo afferrò per i capelli attirandolo a sé fino a fargli male. L’effetto fu devastante e lui la schiantò sul muro pressandola sotto di sé. Le sollevò le gonne, mentre le infilava la lingua in bocca fino ad arrivarle in gola. Isabella lo desiderava quanto lui e non si fece pregare. Rispose assecondando ogni sua richiesta, ma quando fu sul punto di entrare in lei Edward si fermò. Ansimò sulla sua bocca. Sembrava un animale.
«Vieni con me!» Un comando secco al quale ella obbedì senza dire nulla. 
Isabella non aveva mai ceduto ai rapporti occasionali, ma in questo caso la situazione era differente. Dalla sera in cui si erano fronteggiati ella non aveva fatto altro che pensare a lui e la notte, nonostante tentasse in tutti i modi di fare in modo che non accadesse, lei lo sognava e ogni volta Edward la faceva impazzire. Questa era la sua occasione di lasciarsi andare e di godere dei piaceri che fino a quel momento si era negata. Non voleva una storia duratura, o questo era quello di cui cercava di convincersi, ma soltanto sapere cosa si provasse ad avere quel Dio dentro di lei. 
Salirono in moto e, senza casco o altro, presero la strada che portava al maneggio. All’ultima curva egli deviò per una stradina secondaria e dopo poche svolte si trovarono davanti ad una casetta singola, modesta, ma piacevole.
Edward scese dalla moto e voltandosi le afferrò il volto tra le mani e la baciò con rinnovato vigore. Trovò dolce il sapore delle sue labbra e afrodisiaco oltre ogni sua previsione.
La strinse a sé e la condusse verso la porta d’entrata della casa. 
Era aperta e all’interno l’ambiente era rustico e accogliente.
Isabella chiuse l’uscio dietro di sé.
Erano soli.
Finalmente erano soli.
Edward cambiò atteggiamento e divenne più morbido e delicato. Seducendola con la dolcezza e prendendo tutto il tempo necessario per condurla alla sua massima eccitazione. La accarezzava instancabile e sussurrava parole che la portavano a  fare le fusa tra le sue braccia.
«Ti va di stare con me stanotte?» La voce di Edward era di miele.
Isabella rispose con enorme sorriso che si irradiò dentro di lui illuminandogli l’anima. Quella donna era diversa dalle altre e ciò che sentiva dentro al petto abbracciandola non lo aveva mai provato prima. Era straordinaria, folle e soprattutto sapeva tenergli testa come poche persone al mondo. Anche se strano, Isabella in quei giorni di assenza gli era mancata e ora che la stringeva, tra le lenzuola della sua nuova casa, ne comprendeva la ragione. 
Era lei che aveva cercato per tanto tempo negli occhi delle altre donne e ne aveva avuto la certezza dal primo momento che l’aveva vista. 
Non poteva confessarle quello che il suo cuore gli stava urlando, ma poteva farle percepire, facendo l’amore come non lo aveva mai fatto prima, quanto profondo e travolgente fosse il sentimento che provava.
Il sesso era solo sesso. Fare l’amore andava oltre.
Isabella si lasciò condurre oltre gli argini del piacere e quando infine raggiunsero le più alte vette del godimento seppero entrambi che non sarebbe finita lì.
 Isabella aveva le lacrime agli occhi ed Edward la strinse a sé confortandola e baciandole il viso.
«Che c’è cucciola?»
«Non lo so, ma sento il bisogno di piangere.»
«Non voglio vederti piangere. Mi fai sentire in colpa.»
«E di cosa dovresti sentirti in colpa?»
«Di non essere abbastanza per te.» Lo abbracciò stretto, accoccolandosi sul suo petto. 
«Vuoi ancora essere il mio istruttore?»
« Se questo significa poterti guardare mentre cavalchi come l’ultima volta…sì! Eri fantastica. Mi hai fatto impazzire.»
«Me ne sono accorta» E si mise a ridacchiare baciandogli il petto.
«Era quello che volevo.»
«Sei un porco, Edward Cullen.»
« E non hai ancora visto niente.» Si sollevò abbracciandola e stendendosi sopra di lei. Era felice.
Giocavano come due innamorati e, timorosi che la magia finisse, lasciarono che i loro corpi parlassero allo loro posto.
Quella che era nata come un’avventura aveva assunto ora nuove prospettive e Isabella non capiva la ragione per la quale la cosa non la spaventasse. 
Era in pace.
E non desiderava altri che lui.
Fecero l’amore molte volte donandosi l’uno all’altra e in cuor loro sapevano che, ovunque avesse portato la loro storia, quella notte l’avrebbero ricordata per sempre.



41 commenti:

  1. bella storia e piena di passione il mio voto è 3 punti

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  2. E iniziamo bene......c'è la giusta dose di "sfida" , la giusta dose di "gioco", la giusta dose di "desiderio" , la giusta dose di "attrazione", la giusta dose di "comando".........
    Ci sono le giuste dosi per creare un amore splendido!!!
    I miei complimenti uniti al mio ringraziamento.
    Un Bacio

    JB

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  3. Questa è la prima che leggo... Che atmosfera coinvolgente!!! è un cocktail di tensione, eccitazione e sfida micidiale!!!
    Bravissima,
    Aleuname

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  4. Bellissima.
    Hai creato l'atmosfera, hai scaldato gli animo, hai reso tutto seducente, fino ad arrivare alla degna conclusione di questa storia che ti prende dal primo momento.
    Davvero molto brava. Complimenti.

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  5. Edward... cavallo... accoppiata vincente. Come fai a resistergli? E poi cavalcare a pelo è il mio sogno...
    Bravissima... buon modo per aprire le danze di questo contest...

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  6. Wow che apertura fenomenale! Mi è piaciuta un sacco!
    La versione allenatore/fantino/apparente dominatore con frustino......ooooh....che tensione sessuale! ahahha
    Brava a chiunque l'abbia ideata!
    Alyfa

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  7. Ciao! Prima storia del contest letta e wow!
    Non so chi tu sia, è inutile nasconderlo, alcune storie sono arrivate a me e alcune a Cri e sebbene non ne abbia letta nessuna i titoli me li ricordo, quindi tu sei una sorpresa per me! Bella, naturalmente! La storia mi è piaciuta molto e scrivi molto molto bene, hai scelto la terza persona e usi parole o frasi particolari che ricordano i romanzi d'altri tempi, come "le sollevò le gonne" e non la gonna e ci sta benissimo perchè si incastona perfettamente con il tuo tipo di scrittura che è particolare e ti caratterizza, il tutto mescolato perfettamente con la narrazione fluida e specifica quanto basta, si vede che leggi tanto e scrivi tanto e sono curiosissima di scoprire chi sei.
    Per quanto riguarda la trama ECCHETELODICOAFFA'! Edward incazzoso con il frustino in mano ha rischiato di farmi fare parecchi "intervalli" nella lettura!
    Questa è una di quelle storie che mi dispiace un casino che siano brevi, perchè ce ne sarebbe parecchio da raccontare, dato che i due caratteri principali sono forti, bizzosi e di carattere, quindi mi piacerebbe parecchio vederla espandere e leggere ancora di questi due perchè secondo me non hanno smesso di litigare per niente! Pensa che meraviglia vedere lui che fa l'istruttore a lei per perfezionarla sempre di più, incazzandosi, pretendendo e eccitandosi anche! E lei pure, ovviamente, perchè non ci starebbe a farsi comandare nemmeno per un secondo! Oh, che storia d'amore meravigliosa! :D
    E poi ci sarebbe anche la faccenda Rosalie, che deve fare un passo indietro in favore della sorella, ma può farlo? Cambierebbero le dinamiche tra le due? E Tanya? Mmmmmhhh, che deliziosi risvolti!!! Si, si, la devi continuare <3
    Sei bravissima, mi è piaciuta un sacco, quando scoprirò chi sei vorrei leggere altre cose tue!
    Grazie per averci regalato questa bellissima storia e in bocca al lupo! (e mi immagino la risposta: crepi tra le fiamme dell'inferno, il bastardo!)

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  8. Si comincia a lettura. Bello e intenso questo Edward sa cosa vuole e se lo prende...come al solito. La storia è molto carina , si legge in un fiato . Brava.

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  9. Ciao!Come prima storia in ordine di pubblicazione nel contest devo dire che l'inizio è proprio col botto!!!Carissima solo per l'aver usato il termine TRAPANETOR ti meriti un applauso prolungato e una standivogation!!Per non parlare del fatto che hai messo insieme le parole EDWARD e FRUSTINO quindi quì ho iniziato a fantasticare di tutto e di più ;-)
    Non so che altro dire se non che la storia mi è piaciuta ma purtoppo ci sono altre che mi hanno lasciato più il segno quindi il mio voto è 1 PUNTO ma con tanto affetto :-*

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  10. Carina l'ambientazione e Edward faccia di gelo e cuore di panna mi fa impazzire. Se poi suda e strilla, impartendo ordini col frustino in mano, allora sento caldo anch'io. Peccato il finale un po' affrettato e le molte ripetizioni. Mi piacciono i cavalli e se avessi potuto assistere alla scena di lui che MONTA sarebbe stata una vera visione. Aspetto un seguito.

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  11. Seconda storia che leggo e uno sport diverso!
    Complimenti per la scelta ;)
    Il banner con lui con quel sorrisetto quasi beffardo e la maglietta nera con le maniche risvoltate danno proprio l'idea della caratterizzazione che hai voluto dare a questo tuo Edward un po' dom un po' inguaribile romantico (almeno alla fine).
    Ho molto apprezzato l'uso della terza persona con una corrispondenza praticamente perfetta tra soggetto e pronome, cosa sempre più rara, visto che vediamo sempre più spesso "gli" e "le" usati a casaccio. una gioia per gli occhi e la mente. brava.
    mi è piaciuta anche la scelta di determinati termini al posto di altri che hanno conferito a tutta la storia un determinato tono. brava anche qui.
    La scelta dei soggetti, poi, azzeccatissima con Edward negli stivali del dominatore (con tanto di frustino!!!) che ovviamente in quanto tale deve sfidare e portare al limite la sua "preda". Piaciuta anche la coppia di gemelle Rose/Bella; due caratteri così simili eppure diversi che si trovano a combattere (anche se una perde in partenza) per la stessa cosa.
    Peccato solamente per la corsa finale dettata probabilmente dal doversi attenere alla formula della os MA direi che questo sia un ottimo punto di partenza per sviluppare questa storia in una a più capitoli. Sarei davvero curiosa di vedere le dinamiche di questo insolito triangolo (non Jake ma Rosalie stavolta) che si innesta anche un un terreno difficile che è quello di due sorelle gemelle che, per norma, devono sempre lottare per avere la propria autonomia e unicità.
    stavolta non so dire bene chi si possa celare dietro a questo Edward trapanetor ma sono curiosissima di scoprirlo!
    ami

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  12. Mi piace questa storia e poi lui è davvero strabiliante e sinceramente un Ed insegnate d'equitazione è sbav.
    Chiunque tu sia sei stata bravissima.
    mi sono piaciuti i dialoghi tra Rose e Bella, proprio come due sorelle che parlano di qualunque cosa o quasi ;)
    Bacio e alla prossima

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  13. Davvero un bell'inizio...parto da qui nel godermi i frutti di questo contest...
    Complimenti! Mi è piaciuta l'idea delle gemelle, anche se mi aspettavo qualche chiacchiera tra sorelle dopo la cavalcata a pelo...che diciamocelo ha eccitato anche me! ;)
    Sono davvero curiosa di sapere ci sei! Brava!

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  14. Molto carino :-)
    Diciamocelo chiaramente: Edward e un frustino sono un'accoppiata di tutto rispetto :-)
    Mi è piaciuta molto la caratterizzazione che hai dato a questo personaggio :-)
    Brava!!!

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  15. Ciao è la prima FF del contest che ho letto e ne sono rimasta entusiasta.
    Amo l'equitazione è uno sport che ho praticato per molti anni e so che trasporto può provocare... in realtà mi domando come Bella possa aver fatto a smettere di montare...
    Devo anche ammettere che il connubio Edward , frustino ed occhiali da sole, hanno alzato la mie pressione!
    Complimenti e brava!!!!

    Samu

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  16. Prevedo che il mese di giugno sarà torrido!
    Sei riuscita a farmi piacere pure j cavalli, di solito non mi fanno impazzire!
    Bravissima davvero, mi unisco ai complimenti delle altre...
    Monica!

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  17. Dopo lungo e duro meditare sono qui per premiare questa shot che mi ha emozionata moltissimo. Adoro i cavalli e mi sarebbe piaciuto tantissimo imparare a cavalcare. Il mio sogno è farlo a pelo e in riva al mare... così, quando Bella ha fatto sbavare Edward cavalcando a pelo... beh... credo sia stato amore a prima vista...
    Brava e complimenti ancora... i miei

    3 punti sono per te...

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  18. Ciao!
    E' la prima storia che leggo nel contest e devo dire che mi sei piaciuta moltissimo!
    L'unica cosa che mi ha lasciata insoddisfatta è la fine...Non si viene a sapere come la Prende Rose o del futuro di questi due personaggi creati benissimo!
    Non è una critica, assolutamente è un incitazione a una long ;)
    Mi piace leggere in terza persona, delle volte però non si riescono a capire bene i sentimenti e i caratteri di tutti i prsonaggi, tu ci sei riuscita alla grande!
    leggerò tutte le altre e metterò i voti alla fine ;)
    Comunque vada ti faccio tantissimi complimenti!


    Roby <3

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  19. Questa storia mi tentava troppo per non votarla... un mix esplosivo di tanti elementi coinvolgenti e dettagliati, precisi... le attribuisco 1 punto per l'atmosfera elettrica che crea e la sua fluidità e rapidità. Mi é scivolata sotto gli occhi in maniera incredibile... ne vorrei una long..
    Margherita Piselli

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  20. Bella e molto intrigante!Questo Edward sempre vestito di nero e così misterioso,attira tantissimo.Complimenti.Paola P.

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  21. Miseria peròòòòòòò! Punto primo … sei un genio! Hai di certo dipinto l'Edward più sexy che io abbia letto finora in questo contest, tratteggiando con capienza pochi elementi fondamentali. LUI, OCCHIO SEVERO, GRANDE PACCO, STIVALI IN PELLE E FRUSTINO! Mi unisco al coro che sottolinea le tue capacità lessicali e narrative. Davvero ammirevoli. Poi la storia in sé è davvero ben costruita, i personaggi tutti credibili e ben caratterizzati, la tensione sessuale tra i due lasciata respirare in modo decisamente armonico fino al finale da favola. Insomma Bravissima!!! Grazie per avere partecipato … di sicuro quando scrivi sai il fatto tuo!!! -Cristina-

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  22. Ciao ottima storia. Equilibrata, intrigante, appassionante e ben equilibrata, ma soprattutto scritta con uno stile impeccabile che fa pensare subito a un grande romanzo più che a una FF. Complimenti veramente per la tensione amorosa che hai creato senza scendere in dettagli che a volte possono risultare fastidiosi. Un bacio e non mi stupirei di vederti sul podio.... Luisa

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  23. Ciao!
    Concordo con il mio primo commento e, alla seconda lettura la storia mi è piaciuta come l'inizio! Molto passionale come storia e io adoro le storie così!
    Ti assegno 1 PUNTO, i personaggi sono stati ben caratterizzati e poi ci sono dei particolari che mi sono piaciuti tantissimo!
    Spero di leggerne un seguito ;3

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  24. Prima lettura del contest. Bella storia, sarà che ho un debole per l'equitazione e adoro cavalcare, l'ho fatto per molti anni e i cavalli sono i miei animali preferiti, dopo i gatti.
    Edward è perfetto, da montare a pelo... O.o
    Scrivi benissimo, trovo che il finale sia forse un po' stiracchiato e breve, affrettato rispetto alla lunga premessa. Bravissima!
    JTP

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. Edward... frustino... Edward... frustino...
    Non riuscirò più a togliermi quest'immagine dalla mia mente perversa!

    :) bellissima storia, scritta benissimo e completa.
    Il finale lascia spazio all'immaginazione e, devo dirlo, mi piacerebbe molto leggerla come Long!
    Il rapporto che si instaura tra Edward e Bella è bellissimo... ma Rosalie?
    Ed ecco che qui si può partire per un seguito ;) gli spunti ci sono eccome!

    Bravissima e grazie per averla condivisa con noi :D!
    Un bacio <3!

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  27. ti prende fin dalle prime righe. bravissima!!
    Ila Cullen

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  28. Bella storia, fluida e coinvolgente. Brava!
    Stefania Rossi

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  29. Storia ben scritta, piena di passione e con un Edward che intriga moltissimo...grazie per averla condivisa con noi!

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  30. Mi sono divertita ad immaginare Ed con un'erezione enorme mentre lei cavalca....direi molto intrigante, brava mi sei piaciuta Raffa

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  31. Accipicchia l'ultima parte si che e' bollente....Questo Edward me lo immagino un po' diverso...insomma mentre leggevo non era solo il volto di Robert a comparmi ma anche dell'ultimo atta vinto l'oscar come migliore attore che ha vinto il premio come migliore attore protagonista (mi sfugge il nome)....Lascio a te capire in quale righe vedevo Robert.....
    La storia e' favolosa, complimenti

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  32. adoro i cavalli da quando ero bambina e questa estate forse anch'io riuscirò a prendere qualche lezione di equitazione. E se l'istruttore fosse come Edward? Oh oh rischio il divorzio di sicuro!! Bella storia, lui con il frustino è così HOT !!!
    voto 2

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  33. Storia davvero bellissima! Atmosfera iniziale lenta e coinvolgente... Un intenso gioco di sguardi da lontano, i due protagonisti che si avvicinano dapprima nei pensieri e nei sogni... Poi si toccano, o meglio entrano in collisione... Infine la passione divampa e li consuma. Che importa se si tratta di un giorno o di tutta la vita? E' l'attimo perfetto che vale qualunque prezzo.
    Bravissima davvero!
    A te il mio ultimo punticino... Ma solo perché non ne avevo altri!!!
    1 punto.

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  34. Cavalli e passione, bella storia davvero.
    Brava!

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  35. Eccomi!
    Sto assegnando i punteggi e sto a sudà! Ma eccomi qua ;)
    Tre storie da scegliere e la consapevolezza che almeno su queste tre, per me, andrebbe fatto un ricco pari merito.
    Tentazione è la prima storia del contest che ho letto e mi è piaciuta oltremodo. Hai rovinato la mia lettura per tutte le altre!!! Credo che Cri abbia pubblicato a caso l'ordine delle storie, ma qui ha fatto un disastro! hahahaahahahahahaha!!!
    Veniamo a te.
    Vuoi la verità? Sapevo dal primo giorno di lettura che ti avrei votata. Mi piaci. Mi piaci proprio. Senza se o ma o però.
    Tu hai uno stile pazzesco, riesci a coniugare dolcezza, romanticismo e hot, ma "hot-hot- HOT!" anche se non scrivi di un atto sessuale. La descrizione del tuo Edward mi si è piantata nel cervello ed è l'Edward che mi è piaciuto di più in assoluto insieme ad un altro, ma di parecchio. E' evidente che scrivi di passione con passione, che è la cosa che mi acchiappa di più quando leggo. Io ti leggerò sempre. Devi scrivere perchè tu mi hai. Mi avrai sempre. E non vedo l'ora di leggere tantissime altre storie tue.
    Il punto dolente per me è scegliere, mi viene da vomitare. Le tre che ho scelto le amo sul serio, senza condizioni. Mi dispiace davvero, ti prego di credermi, te lo giuro, assegnarti 2 PUNTI (scusami, ho scritto maiuscolo perchè devo trovare facilmente i punti per il conteggio) perchè te ne vorei dà 2000!
    Sei bravissima, mi piacerebbe tanto avere anche un po' della tua capacità <3
    -Sparv-
    p.s. Non mentivo quando ho scritto nell'altro commento che vorrei leggere il "training" di lei!!!

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  36. BELLA BELLA BELLA. Scritta bene, romantica e divertente. Mi è piaciuta tantissimo e se non ci fosse stato Mr. Blandino di mezzo avrei dato a te la vittoria assoluta. Ma questo secondo posto è STRAMERITATO! 2 PUNTI PER TE!

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  37. Questa è la prima che ho letto e dire che mi è piaciuta è poco! Vorrei che fosse trasformata in Long, Bellissimi Ed e Bella una coppia da sogno, c'è amore, passione ed eros e alla fine ti rimane la curiosità di sapere come si evolveranno le dinamiche della coppia. Beh che dire di Trapanetor, un nome una garanzia e se si aggiunge il frustino i giochi sono fatti!! Voto 2 PUNTI

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  38. Davvero difficile votare in questo contest. Ci sono storie bellissime ed è davvero ingiusto avere solo tre preferenze a disposizione.
    Ti assegno il mio ultimo punto. 1 PUNTO (per agevolare Sparvi)
    Grazie per aver condiviso questa storia con noi.

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  39. Accidenti che storia! Sei stata bravissima e avrei voluto avere altri punti da dare anche a te, perchè mi sono piaciute le descrizioni dei personaggi e anche quest'Edward così......così......sexi e bastardo ecco. Bravissima

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  40. Mi è piaciuta molto Bella, così determinata e fuori dalle righe .
    Ho adorato LUI, glaciale, sfrontato ...stivali e frustino... Meraviglia per il mio corpo e la mia dark soul!
    Brava!
    Lucia

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